La XVII edizione del Gigli Opera Festival ha celebrato la musica, la memoria di Beniamino Gigli e il talento di Marta Torbidoni, alla quale è stato assegnato il Premio GOF 2026. Una serata di grande valore artistico che, nelle ore successive, qualcuno ha però preferito trasformare in un caso politico.
Il bersaglio? Una sedia rimasta vuota: quella del sindaco.
Peccato che, prima di costruire una polemica, sarebbe bastato conoscere i fatti.
Il sindaco era stato invitato personalmente dagli organizzatori e aveva confermato la propria presenza. Non solo: quella sera era effettivamente partito da casa per raggiungere il festival. Poi, lungo la strada dei Pali, un incidente stradale ha rallentato il suo percorso.
Quando già la situazione sembrava complicarsi, è arrivata un’ulteriore emergenza. I problemi provocati dal violento temporale che nel pomeriggio aveva colpito il territorio hanno reso necessaria la sua presenza nella nuova sede della sua azienda. Una situazione improvvisa e concreta che gli ha impedito definitivamente di partecipare all’evento musicale.
Il sindaco ha quindi avvertito tempestivamente gli organizzatori della propria impossibilità a partecipare.
Questo è quanto è realmente accaduto.
“Davvero uno squallido spettacolo”, commenta il sindaco, raggiunto telefonicamente. “Una polemica pretestuosa, fuori dalla verità e dalla realtà”.
Ed è difficile dargli torto.
Criticare politicamente un’amministrazione è legittimo. Costruire invece un caso su un’assenza provocata da una serie di imprevisti, senza nemmeno preoccuparsi di accertarne le ragioni, è un’altra cosa.
Perché i fatti, questa volta, sono piuttosto semplici: il sindaco voleva esserci. Aveva confermato la propria presenza. Era partito per raggiungere il festival. Un incidente e, successivamente, un’emergenza nella sede aziendale provocata dal maltempo glielo hanno impedito.
Il resto non è cronaca.
È soltanto polemica.
