Dopo quasi otto mesi trascorsi in Kuwait, tra lavoro, tensioni internazionali e momenti di forte preoccupazione, Lorenzo D’Angelo è finalmente tornato a Porto Recanati. Lo abbiamo incontrato in un bar del centro, nei pochi giorni di pausa dal lavoro e soprattutto finalmente vicino alla sua famiglia.
«È stata una sensazione bellissima – racconta –. Dopo otto lunghi mesi, soprattutto dopo gli ultimi che sono stati molto sofferti, ho avuto una liberazione. Mi si è aperto il cuore rivedendo i familiari. È bastato respirare l’aria di casa».
Un ritorno che non era affatto scontato. Due giorni prima della partenza l’aeroporto del Kuwait era stato chiuso a causa della situazione di tensione. Lorenzo è riuscito a partire il 5 agosto, con uno dei pochi voli operativi.
«Finché non ho raggiunto una certa quota e non è passata almeno mezz’ora di volo non sono stato tranquillo. Dopo 23 anni di voli e anche sei viaggi al mese, questa volta la preoccupazione c’era».
Il ricordo più pesante resta quello delle notti trascorse tra sirene ed esplosioni. Ora, però, a Porto Recanati ci sono la famiglia, gli amici e la voglia di godersi le cose semplici: la casa, il giardino, il garage e qualche lavoro da sistemare. Il mare può aspettare.
Il rientro è coinciso anche con il compleanno, festeggiato con una festa organizzata dagli amici: «È stata un’emozione bellissima».
Lorenzo resterà ancora alcuni anni a lavorare in Kuwait, ma la lontananza comincia a farsi sentire. Anche la cucina italiana, che continua a preparare per sé e per gli amici kuwaitiani e pachistani, è un modo per sentirsi più vicino a casa.
La ripartenza è già fissata per il 4 settembre. Ma per ora Lorenzo non vuole pensarci. «Per ora non pensiamoci». Per qualche giorno, dopo otto mesi lontano, si gode semplicemente casa sua.
