Non soltanto quello che accade, ma soprattutto quello che resta. E’ da questa prospettiva che nasce “Chi ride. Chi soffre”, il primo libro per ragazzi di Francesca Cipriani, pubblicato da Giaconi Editore e illustrato da Riccardo Galdiero, che sarà presentato venerdì 4 settembre alle ore 21 al Teatro Nicola degli Angeli di Montelupone.
Al centro del racconto c’è il bullismo visto attraverso le conseguenze che le parole e i comportamenti altrui possono lasciare dentro un adolescente, fino a condizionare il modo in cui guarda e racconta sé stesso.
Una storia illustrata, pensata in primis per i ragazzi ma anche per gli adulti che li accompagnano nel loro percorso, con l’obiettivo di offrire uno spunto di riflessione sul peso delle parole, sulle relazioni e su quella voce interiore che, a volte, continua a ripetere ciò che gli altri hanno fatto credere di noi.
La presentazione del 4 settembre non sarà soltanto un incontro con autrice, illustratore ed editore. Nel corso della serata alcune parole del libro prenderanno simbolicamente vita davanti al pubblico, attraverso un breve momento scenico realizzato con la collaborazione di Leonardo Bedini ed Elisa Patrizi.
Interverrà inoltre lo psicologo Lorenzo Mancini, da anni impegnato nel lavoro con i ragazzi, anche all’interno delle scuole, per approfondire insieme al pubblico i temi del bullismo, delle relazioni e dell’impatto che le parole possono avere nella costruzione dell’immagine di sé.
L’iniziativa è stata organizzata con il patrocinio del Comune di Montelupone
“Chi ride. Chi soffre” è un libro che nasce dall’incontro tra la passione di Francesca Cipriani per la scrittura e il suo interesse per i temi sociali. Professionista della comunicazione del terzo settore, laureata in Scienze del Servizio sociale e studentessa di Psicologia, l’autrice ha scelto di affrontare il tema del bullismo concentrandosi soprattutto sulla dimensione emotiva e su ciò che può continuare ad accadere interiormente anche quando un episodio sembra essersi concluso.
Le illustrazioni di Galdiero traducono questo percorso in immagini, accompagnando e dando forma alle emozioni raccontate.


