Prosegue con incisività l’impegno dei Carabinieri della Compagnia di Macerata nel contrasto ai reati informatici e alle truffe online, un fenomeno sempre più diffuso che sfrutta la rete e le “App” di messaggistica per raggirare ignari cittadini.
A conclusione di un’articolata attività d’indagine, i Carabinieri della Stazione di Monte San Giusto hanno denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria due persone – un cittadino italiano di 50 anni, residente a Bologna, e una donna di origini cinesi di 43 anni, di fatto irreperibile – entrambe già note alle forze dell’ordine, ritenute responsabili del reato di truffa in concorso.
Le indagini sono scattate a seguito della denuncia presentata a fine gennaio da una 54enne del luogo. La donna era stata contattata sulla propria utenza telefonica tramite un messaggio proveniente da un numero estero. L’esca era la classica promessa di “guadagni facili e immediati”: per ottenerli, alla vittima veniva chiesto di aderire a un presunto gruppo promozionale e di accedere a un link che la indirizzava su una piattaforma Telegram. Lì avrebbe dovuto svolgere piccole attività retribuite per conto di un noto servizio di streaming musicale. Successivamente, con la promessa di incrementare i propri profitti, la donna è stata indotta a effettuare diversi versamenti tramite bonifico bancario. Complessivamente, la vittima ha eseguito quattro bonifici per un danno patrimoniale totale di 4.640 euro, destinati a diversi conti correnti:
- due versamenti (per un totale di 480 euro) intestati a un uomo del frusinate, successivamente risultato deceduto;
- un bonifico di 1.060 euro intestato al 50enne bolognese;
- un ultimo bonifico di 3.100 euro indirizzato al conto della 43enne cinese.
Grazie all’attività investigativa messa in campo con tempestivi accertamenti bancari e telematici condotti dai militari della Stazione di Monte San Giusto, è stato possibile ripercorrere i flussi di denaro e identificare gli intestatari dei conti beneficiari. L’efficace intervento dei Carabinieri ha consentito inoltre di bloccare e recuperare la somma di 939,65 euro, che verrà restituita alla donna.
Le informazioni sono state fornite nel rispetto dei diritti delle persone indagate, da ritenersi presunte innocenti in considerazione delle rispettive fasi del procedimento – indagini preliminari – fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile, ed al fine di assicurare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.


