Il 27 giugno 1980 il DC-9 Itavia scompare dai radar nel cielo di Ustica. Ottantuno persone muoiono. Quarantasei anni dopo, quella tragedia continua a essere uno dei capitoli più controversi della storia della Repubblica.
Carlo Giovanardi, parlamentare per oltre trent’anni ed ex ministro per i Rapporti con il Parlamento, da anni sostiene una ricostruzione diversa da quella della battaglia aerea: secondo la sua tesi, il DC-9 sarebbe stato distrutto da una bomba collocata a bordo, nella toilette posteriore dell’aereo.
È una posizione che Giovanardi ha portato anche nelle istituzioni e che, nel corso degli anni, ha collegato ad altri episodi oscuri della storia italiana: dagli attentati di Fiumicino alla strage di Bologna, fino ai rapporti tra terrorismo palestinese, apparati dello Stato e servizi segreti.
Nella video-intervista Giovanardi ripercorre documenti, atti parlamentari e materiali riservati che, secondo la sua ricostruzione, contribuirebbero a mettere in discussione alcune delle interpretazioni più consolidate sulla tragedia di Ustica.
Al centro del suo racconto c’è anche la cosiddetta “pista palestinese” e il ruolo che avrebbe avuto il cosiddetto Lodo Moro nei rapporti tra l’Italia e le organizzazioni palestinesi. Giovanardi richiama in particolare l’arresto, nel 1979, di Abu Anzeh Saleh, esponente del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, e i documenti relativi alle settimane che precedettero la strage di Ustica.
Un passaggio particolarmente significativo riguarda i messaggi inviati dal colonnello Stefano Giovannone da Beirut il 27 giugno 1980, che Giovanardi interpreta come elementi da rileggere alla luce degli eventi di quella stessa giornata.
Giovanardi nel suo racconto entra anche la sua esperienza nella Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Moro, attraverso la quale sostiene di aver avuto accesso a documentazione riservata riguardante i rapporti tra terrorismo internazionale, organizzazioni palestinesi e apparati italiani.
Il tema, dunque, si allarga ben oltre Ustica.
Ustica, Bologna, Fiumicino, Moro: episodi diversi, ma che nella ricostruzione di Giovanardi finiscono per intrecciarsi in una stessa storia fatta di terrorismo internazionale, interessi geopolitici, segreti di Stato e documenti rimasti per anni lontani dalla conoscenza pubblica.

