La decisione assunta dalla FIP appare incomprensibile e fortemente penalizzante sotto ogni punto di vista. Grazie ai ripescaggi di Metauro Basket e Taurus Basket Jesi, quest’anno le Marche potevano contare su ben nove formazioni ai nastri di partenza del campionato, un numero che non si registrava da anni. Una circostanza che aveva inevitabilmente alimentato l’entusiasmo di società, tifosi e appassionati, pronti a vivere una stagione caratterizzata da numerosi derby e da sfide tra realtà che da sempre condividono storia, rivalità sportive e rapporti di reciproca stima.
Ancora più difficile da comprendere è la scelta di inserire quattro società marchigiane nella Conference Sud. Una collocazione che appare del tutto priva di una logica geografica, considerando che le Marche appartengono, per definizione, al Centro Italia. Per le squadre inserite nel girone E ciò significa affrontare ben dieci trasferte che richiederanno necessariamente il pernottamento, con un chilometraggio complessivo superiore ai 9.000 chilometri e un inevitabile aggravio dei costi organizzativi ed economici.
Non è inoltre chiaro quale criterio abbia portato a costituire il girone E come unico raggruppamento dell’intero campionato composto da 16 squadre. L’altro girone della Conference Sud, il girone F, ne conta infatti 14, mentre gli altri quattro gironi sono composti da 15 squadre. Una scelta che obbliga le società del girone E a disputare una trasferta in più rispetto a tutte le altre e quattro partite aggiuntive nel corso della stagione, determinando un’evidente disparità di trattamento.
Risulta incomprensibile che, dopo aver deliberato la riammissione di ben dieci società al campionato, la FIP abbia scelto di scaricare le conseguenze di tale decisione su quattro club marchigiani, senza che emergano criteri oggettivi, trasparenti o coerenti. Parliamo di società che da anni rappresentano esempi di solidità, correttezza gestionale e affidabilità, riconosciute e rispettate in tutto il panorama cestistico nazionale, che hanno sempre onorato i propri impegni con serietà e responsabilità.
Il riconoscimento riservato oggi a queste realtà è invece una decisione che le penalizza pesantemente, privando i tifosi di molti dei derby più attesi, impoverendo il movimento cestistico marchigiano e imponendo alle società un aggravio di spesa che può essere quantificato in decine di migliaia di euro, con inevitabili ripercussioni sulla sostenibilità economica della stagione.
Auspichiamo che vi sia ancora la volontà e il tempo per rivedere una scelta che riteniamo profondamente ingiusta e che appare in contrasto con criteri di ragionevolezza, equilibrio territoriale ed equità competitiva che dovrebbero ispirare la composizione dei gironi.
In assenza di un ripensamento, le società firmatarie valuteranno congiuntamente ogni iniziativa utile a tutelare i propri interessi e quelli dei rispettivi territori, anche nelle sedi competenti. Una decisione di questo tipo, infatti, non penalizza soltanto quattro società, ma rischia di compromettere la sostenibilità economica delle società coinvolte e di arrecare un grave danno all’intero movimento cestistico marchigiano.
I presidenti di:
Attila Junior Basket
Pallacanestro Recanati 2001
Vigor Basket Matelica
B-Chem Virtus Civitanova Marche

