nota del comitato cittadino di Futuro Nazionale Recanati
L’ondata sovranista che attraversa le Marche non si ferma. Dopo il trionfale passaggio del generale Roberto Vannacci a Civitanova Marche – un successo epico che ha richiamato oltre mille persone in un bagno di folla senza precedenti – la spinta identitaria si struttura e mette radici anche nella città dell’Infinito. Nasce ufficialmente il comitato cittadino di Futuro Nazionale Recanati, un debutto pronto a tradurre quell’entusiasmo in azione politica.
Il timone del neonato comitato viene affidato a Salvatore Pensato, nominato ufficialmente responsabile cittadino. Al suo fianco, in veste di vice, ci sarà Paolo Diop: una scelta strategica mirata a garantire al comitato un filo diretto con i vertici istituzionali, considerati i pesanti impegni di Diop sia a livello regionale che nazionale, dove da tempo traccia la linea politica della destra identitaria.
Il richiamo della Patria nel segno di Leopardi
La scelta di Recanati va oltre la cronaca e tocca le corde della storia. Proprio qui Giacomo Leopardi, nello Zibaldone e nelle sue opere, ha codificato il primo, vero sentimento nazionale italiano, scagliandosi contro il declino culturale e l’omologazione. Il manifesto del nuovo corso guidato da Pensato e Diop si rispecchia proprio nei versi del poeta marchigiano: “Nessun pugna per te? non ti difende / nessuno dei tuoi figli? […] L’armi, qua l’armi: io solo / combatterò, procomberò sol io.”
Politica reale e zero sconti: la linea del comitato
La linea strategica impressa dai vertici del comitato è improntata al pragmatismo più assoluto e alla tutela esclusiva del territorio. ”Non avremo amici e non avremo nemici. Guarderemo la politica reale dei cittadini. Sicuramente i nostri partner naturali sono quelli del centrodestra, ma non faremo sconti a nessuno.”
È questo il chiaro avvertimento lanciato dai fondatori. Nessuna cambiale in bianco, dunque, ma un’attenzione costante ai bisogni concreti delle famiglie e delle imprese recanatesi.
Orizzonte Comunali e il precedente di Fratelli d’Italia nelle parole di Diop
La nascita del comitato non è un fuoco di paglia, ma l’inizio di un percorso strutturato e con obiettivi chiarissimi a lungo termine. A tracciare la rotta è direttamente il vicecoordinatore Paolo Diop, che dichiara con fermezza:
”Da qui nasce il nostro impegno che ci porterà alle elezioni comunali tra tre anni. Qualcuno ci sottovaluterà, e siamo ben contenti di questo. Feci così a suo tempo con Fratelli d’Italia, e oggi sono ben contento del livello che ha raggiunto quel partito, perché ha portato ai vertici persone meritevoli che ho affiancato e che oggi ricoprono ruoli importanti. Lo stesso accadrà qui: anche Futuro Nazionale, in vista del suo imminente salto di qualità a livello nazionale, raggiungerà traguardi straordinari.”
La sfida elettorale per la guida della città è già nel mirino: la sottovalutazione da parte degli avversari sarà, come in passato, il carburante ideale per lavorare sottotraccia, giorno dopo giorno, e costruire un’alternativa solida, identitaria e vicina alla gente.
Subito in azione: la mobilitazione nazionale per la legittima difesa e Mario Roggero
Con questa nuova struttura, l’eco del trionfo registrato a Civitanova si trasforma a Recanati nella nascita di un presidio politico permanente che scende immediatamente in piazza. Su precisa indicazione del Coordinatore Nazionale, Massimiliano Simoni, il comitato recanatese si attiverà per la prima grande mobilitazione del movimento.
Nei fine settimana del 25-26 luglio e del 1-2 agosto, Futuro Nazionale scenderà nelle piazze con una serie di gazebo. La tematica di questa “gazebata nazionale” verterà esclusivamente sulla legittima difesa: un’azione forte volta a chiarire che se il Centrodestra avesse approvato l’emendamento del movimento – contenente il superamento della proporzionalità e l’eliminazione del diritto ai risarcimenti per i malviventi – oggi non ci sarebbe stata alcuna carcerazione per il gioielliere Mario Roggero.
L’obiettivo è chiaro: difendere il tessuto economico e sociale locale dalle derive globaliste, rimettendo al centro la sovranità, la sicurezza e l’orgoglio delle radici.



20 commenti
E quindi se Diop detta la linea Salvatore Pensato è un prestanome? Dal titolo e da quanto scritto si potrebbe dedurre proprio questo…
Vannacci ha detto che sono la feccia …
monnezza nazionale
Questa puntata si chiama “Zigulì e il participio passato”
Patetici…
A Diop insegnate il significato di REMIGRAZIONE che vorrebbe il suo capo supremo. Intanto si toccano i vertici del ridicolo e della volgarità “arruolando” l’immenso Leopardi tra le fila vannacciane.
‘azzo per un pelo che facevano diventare Leopardi un vannacciano. E il circo continua…venite siori venite….
Tombola!!!!! ahahhahahahahahaha
Povero Vannacci………
Lo TOPP!! Ora sapremo tutti i gomblotti!!! Come rovinare un partito dal basso…Chi nomina spesso non conosce il territorio. Io sono tesserato e nessuno mi ha contattato per scegliere…Non mi rappresenta e non rinnoverò la tessera purtroppo
REMIGRAZIONE SUBITO 🤣😂🤣😂🤣
Diop detta la linea…
E’ un pò come dire stiamo camminando sull’orlo del burrone e ci guida un cieco.
Ha cambiato più idee e partiti lui che io maglie sudate con questo caldo.
Ma fateci il piacere…
radioRegime sempre sul pezzo, manco l’istituto Luce usava certi toni, tubAldo sei ridicolo
Non si capisce se è un comunicato autocelebrativo scritto da loro stessi o un articolo di radio erre dai toni da ISTITUTO LVCE del ventennio. Boh
Questo articolo (o comunicato stampa, non si sa come definirlo visto che non sappiamo da chi sia stato elaborato) presenta diverse caratteristiche che richiamano le tecniche della propaganda nazionalista e, per alcuni aspetti, quelle della propaganda fascista, questo è molto triste e offensivo per la storia della Repubblica italiana e per l’intelligenza dei lettori.
Il testo adotta un linguaggio enfatico e celebrativo, con espressioni come “trionfale passaggio”, “successo epico” e “bagno di folla senza precedenti”, che trasformano un evento politico in un’impresa straordinaria. Questo stile punta a suscitare entusiasmo e a presentare il movimento come una forza in costante crescita, oltre a trattare i lettori come imbecilli patentati.
Altro elemento quantomeno opinabile è il richiamo alla patria, all’identità e alle radici, accompagnato dalla contrapposizione alle “derive globaliste”, infatti in questo modo viene costruita un’opposizione tra un “noi”, rappresentato dal popolo e dal territorio, e un “loro”, identificato con le minacce esterne. Mera propaganda, stile “slopaganda”, direi, come hanno insegnato i vannacciani con il recente video dal Colosseo.
Anche il riferimento a Giacomo Leopardi ha una funzione simbolica dato che il poeta viene presentato quasi come precursore del progetto politico attuale, utilizzando la sua figura per conferire autorevolezza al movimento. Il fascismo lo aveva fatto con Dante, Mazzini, Garibaldi e altri. Allo stesso modo, i dirigenti vengono descritti in termini esclusivamente positivi e le loro dichiarazioni sono riportate senza alcun confronto critico, rendendo il testo più simile a un comunicato politico che a un articolo giornalistico, come già detto.
Infine insistono su concetti come sovranità, sicurezza e orgoglio delle radici, temi centrali della retorica nazionalista contemporanea e presenti anche nella propaganda fascista, nonostante non gli piaccia sentirselo dire.
Linguaggio enfatico, costruzione di un’identità collettiva contrapposta a un nemico immaginario e uso della storia e dei simboli nazionali per rafforzare il consenso, tecniche che presentano diverse affinità con la propaganda fascista, a chi sta pensando di votare vannacci, riflettete.
… ma perché sprechi tante parole? Anonimo delle 17,42! La politica si fa così?! Oppure siamo in una falsa democrazia instaurata dai compagni/anpisti? Forse questa seconda ipotesi è la vera realtà!
Se per te son troppe mica sei obbligato a leggerle…
leopardi si sta rivoltando nella tomba. non basta estrapolare Poche rime e stravolgerne il significato per dare dignità ad un movimento che, il leopardi stesso, avrebbe aborrito, perché, che ché ne dite è proprio di questo modo di fare politica che il poeta avversa
Dimostrazione ulteriore che il Favoloso Leopardi fece bene a fuggire dal “borgo selvaggio”!
Pepa trema
Siamo messi male…ma male, male, male!!!!