Il sistema dei teatri condominiali all’italiana dell’Italia centrale entra ufficialmente nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. La decisione è stata assunta oggi a Busan, in Corea del Sud, nel corso della 48ª sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale.
Un riconoscimento storico per le Marche, regione capofila della candidatura promossa insieme a Emilia-Romagna e Umbria, che consolida il ruolo del territorio come “regione dei teatri”. Tuttavia, rispetto al progetto iniziale che comprendeva 18 teatri storici, il Comitato UNESCO ha limitato il riconoscimento a 10 strutture, lasciandone fuori otto. Tra queste figura anche il Teatro Giuseppe Persiani di Recanati, esclusione che inevitabilmente farà discutere considerando il valore storico e culturale del teatro leopardiano.
I dieci teatri riconosciuti patrimonio dell’umanità sono:
- Teatro Angelo Mariani (Sant’Agata Feltria);
- Teatro Pergolesi (Jesi);
- Teatro Ventidio Basso (Ascoli Piceno);
- Teatro Serpente Aureo (Offida);
- Teatro dell’Aquila (Fermo);
- Teatro Lauro Rossi (Macerata);
- Teatro Feronia (San Severino Marche);
- Teatro Gentile (Fabriano);
- Teatro Bramante (Urbania);
- Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti (Spoleto).
Restano invece esclusi:
- Teatro Comunale di Porto San Giorgio;
- Teatro Sociale di Amelia;
- Teatro Carlo Goldoni di Bagnacavallo;
- Teatro Rossini di Pesaro;
- Teatro della Fortuna di Fano;
- Teatro Giuseppe Persiani di Recanati;
- Teatro Bruno Mugellini di Potenza Picena;
- Teatro Nicola Vaccaj di Tolentino.
Resta ora da capire se, in futuro, potranno aprirsi nuovi percorsi per valorizzare anche i teatri rimasti esclusi, tra i quali il Persiani di Recanati, uno dei simboli culturali del territorio leopardiano.
Di seguito il commento dell’assessore alla cultura Ettore Pelati:



9 commenti
L’assessore ringrazia.
Ma? ha capito che il Persiani è stato scartato?
che cannella
ma che ringrazio Pelati, la filiera della cilecca dovresti essere incazzato Pepa sta zitto e’ andato a passeggio a Montefa’
dolceamara????? ennesima pala sui denti a definizione della vostra incapacità politica.
non contate un cazzo. siete dannosi. non riuscite neanche a pensare l’azione amminitrativa. figuriamoci la programmazione e l’esecuzione.
a casa dovete andare. A CASAA!!
Come avevo già scritto all’epoca della candidatura, il teatro quando è stato ristrutturato è stato fortemente modificato soprattutto il palco e la platea. Chiedere all’architetto direttore dei lavori. Quindi non c’è niente in cui sperare
Chi ha proposto, creduto e portato l’ iniziativa del riconoscimento dei Teatri condominiali all’italiana, in queste 3 regioni, come patrimonio Mondiale Unesco, chi ci ha lavorato nel Governo è stata principalmente l’onorevole Giorgia Latini-Lega- e il Ministro della Cultura. Chiaramente poi sul territorio marchigiano hanno contribuito il governatore ecc…Ma i veri ringraziamenti vanno fatti appunto alla Latini e alla Lega che da subito hanno creduto in questo progetto.
Il giovine assessore e i suoi corifei commentatori applaudono comunque al risultato e soprattutto al ruolo avuto dalla Regione e dallo azzimato ministro della cultura. Alla luce delle scelte però ancora yuna volta si comprende quanto le indicazioni date all’Unesco siano come sempre viziate da clientelismo elettorale. Chi conosce un po’ le cose e, nello specifico, i teatri al di fuori del “borgo selvaggio” non può che rimanere stupito. Ad esempio il Vaccaj di Tolentino è un classico teatro tradizionale “condominiale” e non riconoscerlo come patrimonio mondiale è uno svarione inconcepibile.
Adesso, fuori “dagli strettissimi criteri tecnici” invocati come alibi dal giovine assessore, la ineffabile Regione Marche dovrebbe lanciare una campagna promozionale su TUTTI i teatri marchigiani, fuori da riconoscimenti Unesco, che semmai sono un plus per chi lo ha avuto. Questo sarebbe dimostrazione autentica di valorizazione del proprio patrimonio culturale.
Vogliamo parlare dei lampadari “filo di ferro”? Sono originari? Ah, Ah, Ah. Ma come ci avete pensato?
I capi della Regione avevano convinto tutti, che tutti i teatri sarebbero passati e che si trattava di una pagina “storica”, tanto per cambiare. Adesso?