Sarà il giudice per l’udienza preliminare Giovanni Maria Manzoni a decidere, il prossimo 7 ottobre, se rinviare a giudizio i nove indagati coinvolti nella maxi inchiesta della Procura di Macerata su una serie di appalti e lavori pubblici affidati dal Comune di Porto Recanati tra il 2021 e il 2022.
Il pubblico ministero Vincenzo Carusi ha chiesto il rinvio a giudizio per due ex funzionari comunali, sei imprenditori e un direttore tecnico. Il Comune di Porto Recanati figura come persona offesa nel procedimento.
Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, sono turbata libertà degli incanti, falsità ideologica, frode nelle pubbliche forniture e subappalti non autorizzati.
Tra gli indagati figurano Daniele Re, all’epoca responsabile del settore Lavori pubblici, Ambiente e Patrimonio del Comune, e Luca Mandolini, responsabile unico del procedimento per alcuni interventi di manutenzione stradale. Coinvolti anche rappresentanti e responsabili di diverse imprese che hanno eseguito i lavori: Giuseppina Iannotta (Cantieri Srl), Nando Sabbatinelli (Marche Asfalti Srl), Gilberto Bedei e Andrea Alfieri (Consorzio Cear), Ralph Donato De Marco (Ambiente Territorio società cooperativa), Rosina Paolanti e Domenico Vagnoni (Edil Salaria Picena Srl e Area Delta società cooperativa).
Secondo la ricostruzione della Procura, alcuni interventi sarebbero stati artificiosamente frazionati per consentire l’affidamento diretto, evitando così le procedure di gara previste dalla normativa.
Un altro filone dell’inchiesta riguarda presunti subappalti non autorizzati. Secondo la Procura, parte dei lavori di via De Gasperi e quelli relativi alle balaustre del lungomare sarebbero stati affidati dalla Cantieri Srl alla Marche Asfalti Srl senza la prevista autorizzazione.
Contestazioni analoghe interessano anche il secondo stralcio del restauro del cinema Kursaal, dove viene ipotizzata, oltre a un presunto subappalto irregolare, anche una falsità ideologica. In particolare, secondo l’accusa sarebbe stata attestata la qualità di impresa consorziata della Edil Salaria Picena Srl in una data antecedente alla sua effettiva adesione al Consorzio Cear.
L’ultimo capitolo dell’inchiesta riguarda gli interventi alla scuola dell’infanzia “Gianni Rodari”. Secondo la Procura, Ambiente Territorio avrebbe affidato integralmente i lavori alla cooperativa Area Delta senza la necessaria autorizzazione. Inoltre, alcuni degli indagati sono accusati di aver attestato la regolare conclusione dell’opera prima della sua effettiva ultimazione, consentendone così la liquidazione.
Sarà ora il giudice dell’udienza preliminare, il prossimo 7 ottobre, a stabilire se le contestazioni formulate dalla Procura dovranno essere vagliate in un processo. Vale il principio di presunzione di innocenza: gli indagati sono da considerarsi non colpevoli fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
RICHIESTE DI RINVIO A GIUDIZIO: LA POSIZIONE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE, PARTE LESA NEL PROCEDIMENTO
In relazione alla notizia pubblicata oggi da alcuni organi di stampa relativa alla richiesta di rinvio a giudizio di n. 2 pubblici dipendenti del Comune di Porto Recanati e di 7 responsabili/titolari di varie aziende che negli anni passati hanno intrattenuto rapporti lavorativi con questo Ente, il Sindaco Andrea Michelini e l’Amministrazione Comunale dichiarano quanto segue:
– Fin dai primi mesi del nostro insediamento alla guida della Città (2021) abbiamo avuto modo di osservare, anche dietro segnalazioni, numerose possibili anomalie giuridico-amministrative in diverse pratiche gestite dall’Ufficio Tecnico.
– Conseguentemente, a scopo cautelativo e al fine di dirimere ogni dubbio sulla liceità degli atti prodotti e sui conseguenti pagamenti alle imprese appaltatrici, l’Amministrazione Michelini ha considerato suo dovere informare la competente Procura di Macerata su quanto appurato e ritenuto non congruo e non conforme alle normative vigenti.
– Contestualmente, l’attuale Amministrazione ha ritenuto opportuno rimuovere, sin dal mese di dicembre 2022, dall’incarico di funzionario responsabile dell’Ufficio Tecnico, uno dei due dipendenti citati nell’atto giudiziario formulato dalla Procura di Macerata, essendo venuta meno, nelle proprie valutazioni, la fiducia riposta nel medesimo.
– Prendiamo dunque atto che l’indagine della Procura ha portato a una richiesta di rinvio a giudizio per un totale di 9 persone (tra cui 2 dipendenti comunali) per una serie di gravi reati citati nell’atto giudiziario, fra cui turbativa d’asta, falsità ideologica commessa in atto pubblico, frode nelle pubbliche forniture e violazioni della normativa sugli appalti.
– Siamo perfettamente consci che tale richiesta, pur ravvisando elementi sufficienti per procedere al giudizio, non costituisce condanna.
– Gli indagati potranno avvalersi di tutti gli strumenti previsti dalla legge per una congrua difesa che smentisca gli addebiti. La prima udienza si terrà il giorno 7 ottobre davanti al G.U.P.
– L’Amministrazione Comunale, nel confermare la propria totale fiducia nell’operato della Magistratura, seguirà con estrema attenzione l’evolversi della vicenda processuale a tutela del prestigio dell’Ente e degli interessi di tutta la comunità portorecanatese, riservandosi di intraprendere ogni iniziativa legale necessaria nelle sedi opportune.


