In collaborazione con l’ANPI Recanati, circolo Arci La Serra e Centro Culturale Fonti San Lorenzo, il Cinema Gigli si aggiunge alle celebrazioni in vista del 25 Aprile con un viaggio cinematografico alla scoperta del canto di lotta più famoso al mondo.
In occasione delle celebrazioni per la Festa della Liberazione, il Cinema Gigli ospiterà un appuntamento imperdibile tra cinema, storia e memoria collettiva. Mercoledì 22 aprile, alle ore 21:15,verrà proiettato il documentario Bella Ciao – Per la libertà, diretto da Giulia Giapponesi. L’iniziativa, realizzata su volontà della sezione ANPI di Recanati, vuole offrire uno spunto di riflessione profonda sul significato della Resistenza oggi, partendo dalle note di una canzone che è diventata patrimonio dell’umanità.
Bella Ciao – Per la libertà: oltre il mito de La Casa di Carta
Da inno dei partigiani a colonna sonora delle nuove generazioni, “Bella Ciao” è oggi una hit mondiale, conosciuta dai più giovani anche grazie alla serie Netflix La Casa di Carta. Ma qual è la sua vera origine? Il documentario di Giulia Giapponesi ricostruisce il percorso biografico del canto, intrecciando materiale d’archivio inedito, testimonianze dei protagonisti della Resistenza e immagini di cronaca contemporanea.
Il film dimostra come il successo internazionale della canzone non sia un fenomeno recente legato allo streaming, ma affondi le radici nei Festival della Gioventù degli anni del boom economico. Dalle montagne dell’Appennino alle piazze di Cile, Turchia, Iraq e Kurdistan, “Bella Ciao” continua a risuonare ovunque si combatte contro l’ingiustizia.
Giulia Giapponesi, la regista del documentario
Giulia Giapponesi, sceneggiatrice e regista bolognese, ha alle spalle una solida carriera nel cinema documentario e d’arte. Dopo il successo di Carracci – La Rivoluzione Silenziosa (premiato a Berlino e Sofia e acquisito da SkyArte) e del corto Il Fagotto, con Bella Ciao firma la sua opera prima cinematografica, un lavoro necessario per ristabilire la verità storica dietro un simbolo universale.
Dettagli dell’evento e biglietti
Per favorire la partecipazione dei soci e della cittadinanza, sono state previste tariffe agevolate:
● Biglietto tesserati (circoli culturali e associazioni): 4€
● Biglietto intero: 5€
È possibile saltare la fila acquistando i biglietti comodamente su Liveticket. Per garantire una migliore gestione degli ingressi e non perdere l’inizio delle proiezioni, la direzione consiglia caldamente di arrivare 15 minuti prima del primo spettacolo. Si offre la possibilità di prenotare i biglietti in cassa, o telefonando al 0719999207 durante gli orari di proiezione. Per maggiori informazioni, consultare i nostri social. Locale riscaldato.



2 commenti
ma questi non vogliono ancora capire che bella ciao non è un canto della liberazione , ma una canzone scritta da un patriota greco
Ricerca AI:
Le origini della canzone sono oggetto di diverse teorie riguardanti sia il testo che la melodia:
La Melodia
Origini Klezmer/Yiddish: Una delle scoperte più interessanti lega la melodia a una registrazione del 1919 intitolata Koilen, incisa a New York dal fisarmonicista ucraino Mishka Ziganoff.
Ballate Popolari: Altre ricerche suggeriscono che la musica tragga ispirazione da antiche ballate popolari dell’Italia settentrionale o dell’Europa dell’Est.
Il Testo
Versione delle Mondine: Una versione celebre è legata alle mondine (lavoratrici delle risaie), ma studi storici (come quelli di Cesare Bermani) indicano che questa versione potrebbe essere stata scritta dopo la Resistenza, intorno al 1951-1952, ispirandosi a canti di lavoro precedenti.
Influenze dell’Ottocento: Alcuni studiosi ritengono che il testo derivi da canti popolari piemontesi dell’Ottocento, come “Fior di tomba” o brani citati da Costantino Nigra, che contenevano già versi simili al celebre incipit.
La Resistenza: Sebbene oggi sia l’inno simbolo della Resistenza italiana, durante la guerra partigiana non era il brano più diffuso (lo era invece Fischia il vento) e la sua adozione come “inno nazionale partigiano” avvenne soprattutto nel dopoguerra.
Ora se vuoi riportarci le fonti del patriota greco…