L’intelligenza artificiali aiuterà a migliorare l’organizzazione ma il fattore umano resterà fondamentale nel settore del turismo. Sarà questa l’impronta, insieme a una maggiore professionalizzazione delle risorse umane, del turismo del futuro e da Recanati, che oggi ha ospitato la sesta edizione degli Stati Generali del Turismo delle Marche, si alza chiara la necessità di coniugare innovazione tecnologica e valore del capitale umano. L’intelligenza artificiale viene vista come leva strategica per migliorare gestione, redditività e capacità decisionale delle imprese, ma senza sostituire il ruolo centrale delle professionalità del settore, che restano determinanti per la qualità dell’accoglienza. Un confronto proficuo tra operatori, istituzioni ed esperti in un momento di analisi e proposta attorno al titolo dell’incontro, dedicato al “Turismo intelligente: dati, gestionali e IA per le imprese dell’ospitalità”.
Per Massimiliano Polacco, direttore di Confcommercio Marche «le prospettive per il turismo marchigiano sono complessivamente positive, con segnali incoraggianti sia sul fronte della domanda interna sia su quello internazionale. In particolare, registriamo un’attesa significativa per un rafforzamento dei flussi provenienti dalle regioni limitrofe – Lombardia, Emilia-Romagna e Centro Italia – che continuano a rappresentare un bacino strategico per< la nostra offerta. I primi dati che emergeranno tra fine aprile e inizio maggio ci consentiranno di avere un quadro più definito, soprattutto per quanto riguarda il turismo italiano. Accanto a questo, guardiamo con crescente interesse ai mercati del Nord Europa – Germania, Olanda, Belgio e Svezia – dai quali arrivano segnali concreti di domanda, in particolare nei periodi di bassa stagionalità. È un elemento rilevante, perché indica una progressiva destagionalizzazione dei flussi e una maggiore maturità del prodotto turistico marchigiano. Tra i punti di forza del territorio va certamente evidenziato il miglioramento della viabilità, sia verso il Centro Italia sia verso il Nord, oltre alle performance in crescita dell’aeroporto, che rappresenta un’infrastruttura fondamentale per l’accessibilità della regione. Permangono tuttavia alcune criticità, soprattutto legate alla necessità di consolidare ulteriormente i collegamenti internazionali e di rafforzare la capacità di attrarre flussi strutturati dall’estero».
Ampio spazio è stato dedicato agli strumenti operativi, dai software gestionali al controllo dei costi, fino all’utilizzo dei dati per orientare le strategie. Parallelamente, è stato affrontato il tema del lavoro, con un’attenzione particolare alla formazione e alla qualificazione del personale, anche attraverso percorsi dedicati come l’Academy di filiera. «Sul tema dell’innovazione, e in particolare dell’intelligenza artificiale – ha detto il direttore di Confturismo Confcommercio nazionale, Carlo Squeri – è importante mantenere uno sguardo equilibrato. Se da un lato il dibattito si concentra spesso sul rischio di sostituzione di alcune professioni, dall’altro emerge con chiarezza come le attività legate all’accoglienza, al servizio in sala e alla cucina presentino, allo stato attuale, un rischio pressoché nullo di automazione. Si tratta infatti di professioni ad alto contenuto relazionale e umano, difficilmente replicabili da tecnologie automatizzate».
L’obiettivo condiviso è rafforzare un turismo sempre più competitivo, innovativo e capace di valorizzare il territorio marchigiano. «Il turismo marchigiano – ha fatto notare Giacomo Bramucci, presidente di Confcommercio Marche – si trova oggi a operare in un contesto complesso, fortemente influenzato dagli scenari globali e dalle aspettative economiche e geopolitiche. È un settore che, per sua natura, risente prima di altri delle fasi di incertezza, ma allo stesso tempo dimostra una grande capacità di reazione quando il quadro generale torna a migliorare. In questa prospettiva, guardiamo alla stagione estiva con prudente fiducia: sarà con ogni probabilità un’estate caratterizzata da una prevalenza di domanda nazionale, ma confidiamo comunque in risultati interessanti per il nostro territorio. Le Marche hanno dimostrato negli anni di saper interpretare con flessibilità le dinamiche del mercato, adattando il proprio modello di offerta alle trasformazioni in atto. Anche in questa fase è fondamentale mantenere un approccio reattivo e proattivo, capace di cogliere le opportunità che si presentano e di rispondere in modo efficace alle nuove esigenze dei turisti. Il futuro del turismo marchigiano passa quindi dalla capacità di coniugare adattabilità, qualità dell’offerta e gioco di squadra. Solo attraverso una visione condivisa e una reale sinergia tra i diversi attori sarà possibile affrontare le sfide attuali e cogliere appieno le opportunità di crescita».



