I Carabinieri della Stazione di Potenza Picena, al termine di meticolosi accertamenti, hanno deferito all’Autorità Giudiziaria per il reato di tentata truffa in concorso, due uomini residenti in Campania: un 56enne di Napoli, già noto alle Forze di Polizia, e un 22enne di Casalnuovo di Napoli, incensurato.
L’attività investigativa è scaturita dalla denuncia presentata da un commerciante del luogo, residente a Potenza Picena. I Carabinieri hanno ricostruito il modus operandi degli indagati, i quali, agendo in concorso tra loro e attraverso contatti telefonici, hanno messo in atto una complessa manovra fraudolenta.
Inizialmente, i due si sono finti incaricati della società finanziaria “NEXI”, con l’obiettivo di contestare alla vittima un presunto pagamento sospetto del valore di euro 12.500. Successivamente, per conferire maggiore credibilità all’inganno e innalzare il livello di pressione, uno dei truffatori si è spacciato per un agente della Polizia di Stato della Questura di Macerata.
Con tale stratagemma, hanno sollecitato la vittima a eseguire urgentemente il predetto pagamento su un altro conto corrente, indicato come sicuro, ma che in realtà è risultato essere intestato a uno degli autori della truffa.
Il raggiro non è andato a buon fine grazie al tempestivo ravvedimento della vittima, che, insospettita dalle richieste anomale e dal doppio contatto telefonico, ha interrotto l’operazione, recandosi immediatamente dai Carabinieri per sporgere denuncia.
L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito a tutta la cittadinanza, in particolare alle categorie più esposte come gli anziani e i commercianti, a mantenere la massima cautela di fronte a contatti telefonici o telematici sospetti, specialmente quando vengono richieste informazioni personali, dati bancari o l’esecuzione di pagamenti urgenti. È fondamentale diffidare sempre e contattare immediatamente il 112 o il Comando Stazione Carabinieri più vicino per ogni sospetto o richiesta anomala.
Le informazioni sono state fornite nel rispetto dei diritti delle persone indagate, da ritenersi presunte innocenti in considerazione delle rispettive fasi del procedimento – indagini preliminari – fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile, ed al fine di assicurare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.


