Hanno approfittato delle strade animate dalla festa del quartiere per entrare in azione, colpendo una casa dopo l’altra in poco più di un’ora. È il bilancio del raid messo a segno nella serata di venerdì tra la zona di Ricciola e via dei Gladioli, dove cinque abitazioni sono state prese di mira dai ladri.
I furti sarebbero stati commessi tra le 22.30 e le 23.30, proprio mentre molti residenti si trovavano fuori casa per partecipare alla manifestazione che si è svolta tra giovedì e sabato scorsi. Secondo le testimonianze raccolte, i malviventi avrebbero agito con rapidità, passando da un’abitazione all’altra e lasciando dietro di sé soprattutto ingenti danni.
In alcuni casi sono stati forzati i portoncini d’ingresso, in altri le finestre. In una delle abitazioni è stata addirittura aperta una cassaforte utilizzando un attrezzo da taglio. «Hanno svuotato armadi, spostato letti, messo tutto sottosopra. Dalla cantina alla soffitta non hanno risparmiato nulla», raccontano alcuni residenti ancora scossi dall’accaduto.
Nonostante l’azione accuratamente pianificata, il bottino sarebbe stato piuttosto contenuto: qualche somma di denaro lasciata in casa, piccoli oggetti e alcuni monili di scarso valore. «Ormai nelle casseforti spesso non si tiene più nulla – osserva un residente –. Il vero problema sono i danni che lasciano dietro di loro».
Le vittime hanno sporto denuncia ai carabinieri, intervenuti già nella serata di venerdì e successivamente per raccogliere le dichiarazioni dei proprietari. Gli investigatori stanno verificando ogni elemento utile per ricostruire quanto accaduto.
A complicare le indagini è però la quasi totale assenza di sistemi di videosorveglianza nella zona. Non sarebbero infatti disponibili immagini significative né da telecamere pubbliche né da impianti privati, circostanza che rende più difficile ricostruire i movimenti dei malviventi e individuare eventuali mezzi utilizzati durante il raid.
Le modalità dell’azione fanno ipotizzare agli investigatori che ad agire sia stato un gruppo composto da più persone, che avrebbe sfruttato la concomitanza con la festa del quartiere e l’assenza di molti residenti per colpire più abitazioni in rapida successione: “Chissà, forse il loro palo era a bere con noi – commentano i residenti – così da tenerci d’occhio”.
Resta l’amarezza di una comunità che, mentre era riunita per un momento di festa e di socialità, si è ritrovata a fare i conti con un’incursione che ha lasciato soprattutto paura, danni e un forte senso di insicurezza.


