Si è svolto davanti all’ospedale di Recanati un sit-in promosso da Futuro Nazionale per richiamare l’attenzione sulla situazione del Punto di Emergenza e sulle preoccupazioni espresse da cittadini e operatori sanitari.
Il coordinatore cittadino di Futuro Nazionale, Salvatore Pensato, ha spiegato che l’iniziativa non nasce come una protesta, ma come un momento di sensibilizzazione dopo le numerose segnalazioni ricevute dal territorio.
«Ci aspettavamo di essere qui da soli – ha dichiarato Pensato. Da quando è nato il nostro movimento a Recanati, circa quindici-venti giorni fa, siamo stati contattati da diversi cittadini che ci hanno rappresentato le loro preoccupazioni. Tra queste, anche la situazione del servizio notturno dell’ospedale».
Pensato ha riferito di aver raccolto testimonianze secondo cui gli infermieri non dovrebbero essere lasciati senza il supporto di un medico durante il turno notturno. «Se arriva un paziente con un infarto o un’altra emergenza grave – ha affermato – la responsabilità non può ricadere sugli infermieri. Deve esserci un medico esperto che possa assumere le decisioni cliniche, compresa l’eventuale necessità di trasferire il paziente in un altro ospedale, come quello di Civitanova».
Secondo il coordinatore di Futuro Nazionale, l’iniziativa avrebbe contribuito a riportare il tema all’attenzione pubblica. «Dopo il nostro annuncio – ha detto – sono arrivate le rassicurazioni dell’assessore alla Sanità, che ha dichiarato che la situazione è sotto controllo e che saranno avviati confronti con la Regione. Il nostro obiettivo, però, è che i cittadini non debbano essere costretti a rivolgersi a una forza politica per far emergere problemi che riguardano servizi essenziali».
Pensato ha ribadito che la priorità deve essere la sicurezza dei cittadini e che, a suo giudizio, non si registra ancora un concreto cambio di prospettiva nella gestione della sanità territoriale.
Alla manifestazione era presente anche Pia Perricci, responsabile provinciale di Futuro Nazionale per Pesaro e avvocato, che ha voluto esprimere solidarietà ai cittadini di Recanati.
«La sanità è un diritto di tutti – ha dichiarato Perricci – e il fatto di vivere lontano da un determinato territorio non significa che i suoi problemi non ci riguardino. Chiunque potrebbe trovarsi a Recanati e avere bisogno dell’ospedale. Per questo motivo riteniamo che, al di là delle appartenenze politiche, tutti i cittadini debbano far sentire la propria voce quando sono in discussione servizi pubblici fondamentali, soprattutto considerando che la sanità è finanziata attraverso le tasse pagate da tutti».
L’iniziativa si è quindi proposta come un momento di sensibilizzazione sul futuro del presidio ospedaliero recanatese e, in particolare, sulla necessità di garantire adeguati livelli di sicurezza e assistenza sanitaria.


