Verifica dei fatti? Volentieri: cominciamo dal comunicato dell’Arci La Serra
“Chiediamo correttezza, verifica dei fatti e rispetto della verità”: il titolo del comunicato con cui l’Arci La Serra replica alla denuncia-querela dell’albergatore de La Ginestra è un programma che sottoscrivo volentieri.
Resta solo da capire a chi sia rivolto, perché leggendo il testo il destinatario sembra non solo chi ha firmato la denuncia ma anche il cronista che ha pubblicato la notizia. Vediamo cosa ho fatto. Ho riportato il contenuto di una denuncia-querela presentata sabato mattina ai carabinieri di Recanati da Andrea Santarelli, attribuendolo al denunciante: “racconta”, “dice”, “secondo Santarelli”. La band, il folto gruppo di persone, le bottiglie di vetro lanciate, la telefonata al 112 alle due senza pattuglie disponibili sono parole messe a verbale dall’albergatore, non fantasie del cronista. La verifica che spetta a un giornalista è che la denuncia esista e che dica ciò che si riferisce, e la carta, in questo caso, c’è. Se quanto denunciato sia vero lo stabiliranno altri, in sedi più adatte di un comunicato stampa: le stesse che il circolo dice di voler valutare.
Il comunicato sostiene che “una cosa è riportare le dichiarazioni di una parte, attribuendole correttamente”. Appunto. Se la band era un dj set, la contestazione va rivolta a chi ha parlato di una band, cioè al denunciante, e non a chi ha scritto che il denunciante l’aveva detto. Prendersela con il cronista perché una querela contiene affermazioni contestate è come chiedere al postino di rispondere del contenuto della lettera.
C’è poi una questione di reciprocità, che il circolo invoca con tanta convinzione. Ogni parola pubblicata deve essere verificata, si legge, ma il comunicato andrebbe pubblicato così com’è. Eppure nessuno ha potuto verificare il dj set, le 50 persone, i bicchieri di plastica dalle 23.30, i “numerosi” controlli dell’inverno scorso o la visita notturna del sindaco di qualche anno fa. Sono affermazioni rispettabili, ma valgono quanto quelle di Santarelli: sono la versione di una parte. La verifica non può funzionare a senso unico: o vale per tutti, o non vale per nessuno. E se il circolo ritiene di avere in tasca la verità assoluta e non verificabile, lo dica chiaramente: si risparmierebbe tempo a tutti.
Lamenta infine che la querela fosse già di dominio pubblico prima di essere notificata. Non mi risulta che dare notizia di una denuncia sia subordinato all’avviso agli interessati: la notizia era che la denuncia esisteva. E il loro punto di vista è qui, riportato, che è poi l’ascolto delle parti che invocano.
Quanto alle telecamere che sarebbero utili e alla pattuglia che sarebbe stata benvenuta, suggerisco di rivolgersi a chi le immagini le possiede e a chi le pattuglie le manda. Io ho solo un taccuino.
Asterio Tubaldi direttore di radio Erre

