Era stato presentato come un nuovo spazio pubblico a disposizione della comunità, un luogo finalmente restituito a Fontenoce dopo anni di attesa. Oggi, a pochi giorni dall’inaugurazione, il parco di via Gaetano Koch si ritrova invece al centro di una vicenda che lascia più di una domanda.
Si tratta del nuovo spazio verde polivalente inaugurato lo scorso 26 settembre, nato dalla riqualificazione di un’area di circa duemila metri quadrati di proprietà della Fondazione IRCER e concessa al Comune di Recanati in comodato d’uso gratuito.
Un intervento accolto positivamente dalla cittadinanza, con l’obiettivo di creare un luogo destinato non soltanto al gioco e al tempo libero, ma anche a momenti di incontro, iniziative ed eventi.
Il progetto ha portato nell’area nuovi giochi per bambini, panchine, cestini, una rinnovata illuminazione e la piantumazione di nuovi alberi, rendendo il parco maggiormente fruibile dalle diverse fasce d’età. Tra le nuove dotazioni è stata realizzata anche una piccola struttura in legno, destinata al deposito degli attrezzi necessari alla manutenzione e a fungere da base logistica per le attività ludico-ricreative.
Tutto sembrava dunque procedere secondo programma. Poi, nei giorni scorsi, ha cambiato lo scenario. In seguito ad un sopralluogo (ufficio tecnico?) nell’area e, successivamente, la parte posteriore della struttura è stata parzialmente demolita.
Ma perché? È la domanda che inevitabilmente circola. Al momento non sono infatti chiari tutti i passaggi che hanno portato al sopralluogo. Non è noto pubblicamente se l’intervento sia scaturito da una segnalazione, da un esposto, da un controllo programmato oppure da altre verifiche. E soprattutto non sono stati chiariti, almeno pubblicamente, i motivi specifici per i quali si sarebbe resa necessaria la modifica della struttura.
La sua funzione, sulla carta, era piuttosto semplice: custodire gli attrezzi utilizzati per la manutenzione dell’area e fornire un punto di supporto alle attività del parco. Una dotazione apparentemente secondaria rispetto all’intero progetto di riqualificazione, ma che oggi è diventata l’elemento più discusso.
Quale è stata la contestazione e quale eventuale procedura ha portato alla decisione di intervenire? Che cosa non andava? La volumetria? Le modalità con cui è stata realizzata? La sua collocazione? Gli eventuali titoli autorizzativi? Oppure si è trattato di un problema di natura diversa?
Sono aspetti sui quali sarebbe opportuno fare chiarezza.


