Una nuova disciplina per le aperture domenicali e festive degli esercizi commerciali, capace di trovare un equilibrio tra libertà d’impresa, esigenze dei consumatori, tutela dei lavoratori e qualità della vita delle famiglie. È questo l’obiettivo della proposta di deliberazione alle Camere presentata dal capogruppo Udc Marche al Consiglio regionale Luca Marconi, che propone di intervenire sulla normativa nazionale introdotta con il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223.
“Non si tratta di mettere in discussione la libertà d’impresa né di negare ai cittadini la possibilità di acquistare quando ne hanno necessità – sottolinea Luca Marconi – ma di chiederci se ogni giorno dell’anno debba essere considerato indistintamente un normale giorno di attività commerciale e se l’apertura festiva debba essere la regola anziché l’eccezione”.
Il cuore della proposta è l’introduzione di un limite massimo di dodici giornate di apertura domenicale e festiva nell’arco dell’anno, con l’esclusione delle principali festività civili e religiose: Capodanno, Epifania, Pasqua, Lunedì dell’Angelo, Festa della Liberazione, Festa del Lavoro, Festa della Repubblica, Ferragosto, Ognissanti, Immacolata Concezione, Natale e Santo Stefano. Resterebbero inoltre garantite le aperture delle attività per le quali esigenze di salute, sicurezza, ordine pubblico o continuità dei servizi rendano necessario il funzionamento anche nei giorni festivi.
“La domenica e le principali festività rappresentano ancora momenti importanti di vita familiare, di relazione, di partecipazione alla comunità e di riposo – prosegue Marconi –. La libertà di scelta del consumatore non può automaticamente tradursi nella disponibilità permanente del lavoratore”.
Proprio per questo, la proposta non introduce un calendario identico per tutto il territorio nazionale, ma assegna un ruolo centrale a Regioni e Comuni nella programmazione. Le Regioni dovranno adottare un piano triennale, coinvolgendo associazioni degli operatori commerciali, organizzazioni sindacali e associazioni dei consumatori; i Comuni individuerebbero quindi annualmente le giornate di apertura, tenendo conto delle caratteristiche economiche e sociali dei territori, delle esigenze dei residenti, del commercio di vicinato e della vocazione turistica.
La proposta guarda inoltre con particolare attenzione al commercio di prossimità, riconoscendo il ruolo che i piccoli esercizi svolgono non soltanto sul piano economico, ma anche come presidio sociale e come elemento di vitalità dei centri urbani.
“Regolare le aperture domenicali e festive significa sostenere il commercio di prossimità, valorizzare i centri urbani e, soprattutto, tutelare chi lavora e garantire alle famiglie la possibilità di condividere il proprio tempo”, conclude Marconi.

