Dalla denuncia di una ventenne sono emersi episodi di violenza che risalirebbero a quando lei aveva appena sei anni. Un 55enne originario dell’Est Europa, amico di famiglia della vittima, è stato rinviato a giudizio per violenza sessuale dal giudice per l’udienza preliminare Daniela Bellesi. La prima udienza del processo è fissata per il prossimo 24 novembre.
Tra il primo e l’ultimo degli episodi contestati sono trascorsi 13 anni. La ragazza, italiana e residente a Porto Recanati, aveva perso la madre quando era ancora una bambina. L’ultimo fatto risale al 12 aprile del 2025: la giovane si trovava nell’abitazione dell’uomo, che quel giorno aveva aiutato nelle faccende domestiche ricevendo un compenso di 20 euro. Mentre stava riposando, lui le avrebbe dato una banconota da 100 euro mettendole una mano sul seno. Spaventata, la ragazza è fuggita, sbattendo un polso contro un mobile.
Poi la denuncia all’autorità giudiziaria e il racconto di quanto sarebbe accaduto negli anni precedenti. Nel 2012, quando aveva sei anni, l’uomo l’avrebbe palpeggiata in auto; nel settembre del 2014, a otto anni, avrebbe compiuto altre molestie durante una cena di famiglia. Ulteriori episodi si sarebbero verificati quando la ragazza aveva 12 anni, durante una grigliata, e poi a 14 e 16 anni.
Particolarmente grave, secondo la ricostruzione della Procura, quanto accaduto quando la vittima aveva 14 anni: l’imputato le avrebbe regalato un telefono cellulare, poi, dopo aver chiuso la porta a chiave, le si sarebbe gettato addosso con violenza cercando un rapporto sessuale e avrebbe anche tentato di colpirla con un pugno al volto, schivato dalla ragazzina. Si sarebbe fermato soltanto sentendo arrivare la zia della giovane.


