nota Ufficio stampa Comune di Recanati
‘Dal disagio alla criminalità minorile’ è il convegno tenutosi a Recanati per fare il punto sulle cause, sugli strumenti e sulle misure preventive per contrastare i fenomeni di violenza legati ai minori. L’incontro organizzato dal Comune in collaborazione con Tribunale minorile di Ancona e Camera penale delle Marche.
Parlare di devianze minorili da una prospettiva multidisciplinare, muovendosi tra aspetti giuridico-giudiziari e sociologici, per affrontare un tema di attualità utilizzando gli strumenti adeguati. Di tutto questo e molto altro si è parlato al convegno ‘Dal disagio alla criminalità minorile: responsabilità sociali e delle nuove tecnologie. Come fare prevenzione’, tenutosi questo pomeriggio (22 ottobre, ndr) all’Aula Magna del Palazzo comunale di Recanati, organizzato dal Comune leopardiano in collaborazione con la Camera Penale di Macerata e il Tribunale per i minorenni di Ancona, accreditato presso l’Ordine degli Avvocati di Macerata e l’Ordine degli Assistenti sociali delle Marche.
All’iniziativa sono intervenuti il sindaco di Recanati Emanuele Pepa, l’assessore ai Servizi sociali Emanuela Pergolesi e il dott. Sergio Cutrona, Presidente del Tribunale per i minorenni delle Marche, in dialogo con l’avvocato Donato Attanasio, Presidente della Camera Penale di Macerata “Oscar Olivelli – Domenico Valori”.
“Dal disagio alla criminalità minorile” nasce dalla volontà condivisa tra Comune di Recanati e Tribunale minorile di Ancona, presieduto da Sergio Cutrona, di fornire gli strumenti necessari alla prevenzione dei fenomeni di devianza giovanile, creando momenti di dialogo e confronto sul tema.
“Parlare di devianze minorili significa affrontare una sfida che interessa la comunità a tutto tondo” ha detto il sindaco Emanuele Pepa. “Non si tratta solo di ordine pubblico, ma anche di un problema per le famiglie, le scuole e tutte le istituzioni che si occupano di crescere i nostri ragazzi. Affrontare il tema in maniera aperta è il modo migliore per sensibilizzare e fornire strumenti attivi di contrasto. Ringrazio il Presidente Cutrona per aver collaborato alla realizzazione di questa iniziativa, nonché l’assessore Pergolesi per l’organizzazione unitamente alla Camera penale di Macerata”.
“Questo convegno ha confermato quanto sia urgente agire d’anticipo per rompere la catena che troppo spesso trasforma il disagio sociale e psicologico in devianza. La responsabilità è collettiva e chiama in causa le istituzioni, le famiglie e la scuola in un’alleanza educativa che non lasci indietro nessuno. Occorre consapevolezza per decodificare le nuove fragilità dei ragazzi, comprese quelle amplificate dai social e dalle nuove tecnologie. Ogni minore che sbaglia deve incontrare una comunità pronta a sostenerlo, affinché l’errore non ne definisca il futuro ma diventi il punto di partenza per una nuova vita. Come Servizi sociali, siamo in prima linea per intercettare i segnali di vulnerabilità e offrire a questi giovani reali opportunità di inclusione e di crescita”, ha spiegato l’assessore ai Servizi Sociali Emanuela Pergolesi.
Prevenzione, riabilitazione e rapporti tra istituzioni scolastiche, famiglie e associazioni sono i fili conduttori che hanno caratterizzato il convegno, in una prospettiva guidata dalla giustizia riparativa e dagli strumenti necessari per andare incontro al fenomeno delle devianze, analizzandone in primis le cause grazie all’intervento del Presidente Cutrona. Tra queste, il Presidente del Tribunale per i minorenni ha messo in guardia dal cattivo utilizzo di social e intelligenza artificiale, argomenti affrontati in una pubblicazione. Le tecnologie, infatti, non sono necessariamente la causa originaria del disagio giovanile, di cui le violenze si alimentano, ma possono amplificarlo e trasformarne le manifestazioni. Cutrona ha portato la sua esperienza di magistrato a contatto con i minori, suggerendo strumenti giudiziari e legislativi, come la messa alla prova, e sottolineando la necessità di fare rete tra istituzioni e famiglie.
Il convegno fa parte di un percorso, intrapreso lo scorso anno con la convocazione di un tavolo tecnico con i soggetti coinvolti, che l’Amministrazione di Recanati ha messo in campo e che trova attuazione grazie all’introduzione di nuovi dispositivi di sorveglianza e l’aumento dei controlli sul territorio, ma anche e soprattutto attraverso la prevenzione.


