Ha già ritrovato due ricevute su tre, e sta ancora cercando l’ultima. Marco Travaglini, 61 anni, originario di Ascoli, vive a San Benedetto del Tronto e lavora a Recanati: è uno dei tanti che in questi giorni hanno ricevuto una richiesta di pagamento per multe del 2024 e del 2025 che, assicura, ha già saldato.
La lettera è arrivata lunedì a casa, per posta ordinaria: “Né Pec né raccomandata”, sottolinea. La scadenza è fissata al 30 ottobre. “Lavoro fuori e rientro il venerdì, non ho nemmeno il tempo di controllare”. Su uno dei verbali, poi, c’è scritto che la sanzione sarebbe stata pagata solo in parte: “Che vuol dire? Pago una multa e me ne contano metà?”.
Al comando della Polizia locale ha trovato una quindicina di persone in fila, tutte per lo stesso motivo. Allo sportello, racconta, gli hanno spiegato che per le notifiche ci sono cinque anni di tempo e che l’avviso va considerato “una cortesia”. “Il risultato è che il problema diventa nostro: chi ha pagato deve dimostrarlo. Ma se l’errore è dell’amministrazione, chi mi restituisce le ferie e il tempo perso?”.
Travaglini di multe negli anni ne ha prese diverse, sempre notificate secondo le regole, e una situazione così, dice, non gli era mai capitata. “Un caso può succedere, tutti sbagliamo. Ma se davanti agli uffici c’è la fila, qualche domanda bisognerebbe farsela”.
Il rischio, secondo lui, è che qualcuno paghi due volte pur di non perderci tempo. “Un collega mi ha detto che per cento euro non vale la pena prendere un avvocato. Gli ho detto di controllare prima l’estratto conto”. Lo stesso consiglio vale per chiunque abbia ricevuto l’avviso: verificare i propri pagamenti prima di versare di nuovo.

