A Freising l’Annunciazione di Lorenzo Lotto è ovunque: sui manifesti, sulle grandi affissioni, sulle locandine e perfino sulla copertina del catalogo. A Recanati, invece, la Madonna delle Fragole di Lucas Cranach il Vecchio è arrivata a Villa Colloredo Mels quasi in incognito. Nessun manifesto, nessuna locandina, nessun avviso. Un capolavoro della prima metà del Cinquecento accolto nel silenzio, mentre nella città bavarese il prestito del Lotto è diventato un vero evento culturale.
Il confronto è impietoso e solleva una domanda inevitabile: possibile che Recanati non riesca a trasformare l’arrivo di un’opera di tale valore in un’occasione di promozione per la città e per i suoi musei?
A toccare con mano la differenza è stato l’assessore alla Cultura Ettore Pelati, presente in Baviera all’inaugurazione della mostra dedicata alle opere recuperate dopo il terremoto, nella quale è esposta l’Annunciazione. «In Baviera il dipinto sta ottenendo una visibilità straordinaria», racconta. Una promozione evidente, costruita attraverso una comunicazione capillare, che a Recanati, almeno per ora, non ha trovato riscontro.
Eppure l’occasione non mancava. Sabato scorso, per la cerimonia di consegna della Madonna delle Fragole al museo di Villa Colloredo Mels, è arrivata una delegazione di primo piano del Museo Diocesano di Freising: il direttore Christoph Kürzeder, la vicedirettrice Carmen Roll e il responsabile della collezione Steffen Mensch. Ospiti di prestigio, arrivati per un appuntamento che avrebbe potuto rappresentare un momento importante per la vita culturale cittadina. Peccato che, fuori dal museo, praticamente nulla segnalasse l’arrivo dell’opera.
La situazione diventa ancora più paradossale se si pensa ai turisti che raggiungono Recanati proprio per ammirare il Lotto. Nei punti di informazione turistica, dove si acquista il biglietto unico dei musei, non c’è nemmeno un avviso per informare che l’Annunciazione resterà lontana dalla città per circa sei mesi. Così il visitatore rischia di scoprire soltanto una volta arrivato a Villa Colloredo Mels che il dipinto che cercava non è esposto.
Una mancanza di comunicazione difficile da giustificare. Non si tratta soltanto di pubblicizzare una mostra, ma di fornire informazioni essenziali a chi visita la città e, soprattutto, di sfruttare un’occasione che non capita tutti i giorni. Se il Lotto è temporaneamente in Baviera, il Cranach dovrebbe diventare il protagonista dell’offerta museale recanatese. Invece, per ora, sembra quasi un ospite di cui pochi sono stati informati.
E dire che qualcosa da raccontare ci sarebbe. La Madonna delle Fragole è un’opera di grande valore, capace di arricchire il percorso espositivo di Villa Colloredo Mels e di offrire ai visitatori un motivo in più per entrare nel museo. Accanto alla tavola tedesca è esposta anche la copia d’autore dell’Annunciazione firmata da Peruzzi, grazie alla Fondazione Ircer. Un modo per mantenere vivo il legame con il capolavoro di Lotto durante i mesi del prestito.
Lo stesso Pelati indica nel dipinto di Cranach «un nuovo motivo per scoprire Villa Colloredo Mels». Ma perché questo accada, viene da chiedersi, non bisognerebbe prima far sapere che l’opera è arrivata?
Il punto è proprio questo: mentre a Freising si investe sulla visibilità del Lotto, a Recanati sembra mancare persino la comunicazione di base. Da una parte manifesti, affissioni e cataloghi; dall’altra, nessun segnale in città e nessuna informazione nei luoghi destinati ad accogliere i turisti. Due strategie opposte, con una differenza che non riguarda il valore delle opere, ma la capacità di promuoverle.
Il rischio è che la Madonna delle Fragole resti una grande occasione sprecata. Perché un capolavoro, da solo, non basta: bisogna anche raccontarlo, valorizzarlo e mettere il pubblico nelle condizioni di scoprirlo. Altrimenti lo scambio con Freising rischia di produrre un risultato singolare: il Lotto celebrato in Baviera e il Cranach quasi invisibile proprio nella città che lo ospita.
A Recanati, insomma, l’opera è arrivata. Ora servirebbe far sapere che c’è.


