Le serrande abbassate ormai fanno parte del panorama quotidiano del centro storico di Recanati. Anche se non esiste un censimento ufficiale delle attività cessate negli anni, il numero delle vetrine spente restituisce con chiarezza la fotografia di una crisi commerciale che continua ad aggravarsi, complice anche il progressivo spopolamento del cuore cittadino.
Secondo una stima approssimativa, probabilmente ancora incompleta, sarebbero circa 85 i negozi che hanno chiuso definitivamente nel centro storico. Locali oggi vuoti, con insegne scolorite, vetrine impolverate o spazi completamente abbandonati, che contribuiscono a trasmettere un’immagine di degrado e perdita di vitalità urbana.

Tra le situazioni più evidenti vengono segnalate quella del minimarket di corso Persiani e del bar Mirò in via Cavour, proprio davanti al Teatro Persiani. Una presenza, quest’ultima, che suscita interrogativi anche sul fronte della tutela del patrimonio storico, considerando il percorso avviato per la valorizzazione del teatro in chiave Unesco.
Partendo dalla zona del Duomo, la mappa delle chiusure è significativa: in via Falleroni si contano 24 attività cessate, mentre lungo corso Persiani le vetrine chiuse sono 15. In via Cavour i negozi che hanno interrotto l’attività sono 8, mentre via Calcagni registra 9 locali ormai inutilizzati da tempo. In via XX Settembre risultano scomparsi 7 esercizi storici.
Situazione critica anche in via Roma, dove le attività con partita Iva cessata sarebbero 12. In via Montemorello, invece, si contano 8 negozi chiusi, molti dei quali avrebbero risentito della chiusura dell’ospedale di Recanati e del reparto materno infantile.
L’ultima attività a lasciare il centro storico è stata un’attività di antiquariato di via Roma, che ha annunciato il trasferimento nei pressi dei Cappuccini, sempre nel quartiere di Montemorello.

Il sindaco di Recanati riconosce le difficoltà emerse nel confronto con commercianti e residenti: attirare nuovi investimenti nel centro storico resta complicato, nonostante incentivi e proposte messi in campo dall’amministrazione. Secondo il primo cittadino, una delle opportunità mancate sarebbe stata quella di rafforzare la presenza universitaria in città, portando studenti e giovani a vivere stabilmente nel centro, con possibili ricadute positive sul commercio e sulla socialità.
In quest’ottica viene considerata positiva l’esperienza del campus dedicato allo studio della lingua italiana, cresciuto negli ultimi anni anche grazie ai corsi di formazione che portano studenti e professionisti a soggiornare a Recanati.
Tra le misure allo studio del Comune figura inoltre un fondo da 20mila euro destinato a incentivare chi sceglie di abitare nel centro storico, attraverso agevolazioni sulla Tari e contributi sugli affitti.
L’amministrazione punta infine sull’approvazione del nuovo Piano Urbanistico Generale, nella speranza – spiega l’assessore Maurizio Paoletti – che possa favorire la riqualificazione degli edifici e il potenziamento dei servizi pubblici, restituendo attrattività e nuove prospettive al centro cittadino.



38 commenti
Purtroppo il cambio dell’amministrazione, nonostante le promesse, non è servito
È il cambio di prospettiva!
Le passate amministrazioni hanno iniziato la distruzione del paese.
Quella attuale porterà a termine il lavoro.
Era questo il significato dello slogan.
Sindaco svegliaaaaaaaaaaa !
Cominciamo con iniziative semplici e costo basso. Consentire agli operatori dei pochi cantieri edili attivi nel centro storico di sostare nei pressi dei cantieri durante l’orario di lavoro, consentire ai furgoni di accedere agli stessi per fornire i materiali necessari, esonerare dal pagamento per occupazione suolo pubblico le piazzole di cantiere. Incentivare fiscalmente con IMU ridotta i proprietari non residenti che utilizzano comunque le seconde case ubicate nel centro storico. Durante la lunga e costosissima ristrutturazione della mia casa di Montevolpino sono stata letteralmente perseguitata tra sanzioni per la sosta dei furgoni dell’impresa edile, necessità di smontare e rimontare settimanalmente la piazzola di Via Primo Luglio, impossibilità per me di sostare nei pressi per seguire i lavori e tutto ciò con numerosi stalli vuoti nei giorni feriali e orario di lavoro. Senza contare che gli angusti vicoli di accesso erano spesso ostruiti da auto irregolarmente parcheggiate e mai sanzionate a differenza di chi osasse sostare anche brevemente negli stalli vuoti riservati ai residenti.
inutile la Tari per chi viene in centro storico se poi non ci sono i parcheggi, oppure quelli che ci sono non bastano per tutti!
per non parlare delle simpatiche ausiliare del traffico che aspettano un minimo errore anche dei residenti per fare giornata! a pensare che con il tagliando annuale le si paga pure!
per i negozi se non c’è chi compra inutile starsi a scervellare, intanto si potrebbe provare a fare una Ztl sabato e domenica tutto il giorno per il periodo estivo
Dietro il vecchio Episcopio a fianco dell’ingresso della Società Operaia di Mutuo Soccorso c’è uno spiazzo che era utilizzato come parcheggio quando l’Ufficio postale era temporaneamente ospitato nei locali della Curia. Adesso è sbarrato, invaso da malerbe alte e abitato da colonie di ratti. Se come si spera riaprirà un albergo al posto del Gallery e si attiverà un ostello nei locali attigui a Villa Colloredo dove dovrebbero parcheggiare i futuri ospiti di queste due strutture? Dove devono parcheggiare i clienti del ristorante il Borgo Antico? Quando si farà l’ascensore che colleghi la circonvallazione a Via Falleroni?
Ringraziamo chi ha ceduto la gestione dei parcheggi alla SIS per 99 anni.
Ma le ausiliarie del traffico vengono pagate a stipendio fisso oppure prendono un bonus supplementare in base a quanti tagliandi staccan?
il dubbio rimane
Appostate come avvoltoi a sanzionare anche i furgoni che riforniscono i quattro esercizi pubblici ancora aperti. Con l’avallo della Polizia Municipale. Poi si stupiscono della desertificazione?
La vergogna nazionale sta nel fatto che per aprire un’attività si debba ottemperare a decine di permessi, burocrazie tortuose che tolgono la voglia di iniziare, chiaro che non è l’unico motivo ma questo è da prendere in considerazione. Provate, se avete una qualsiasi impresa a lavorare per lo Stato, non conviene. Così muore un popolo e non rompete l’anima con destra e sinistra sono ambedue incapaci di cambiare la situazione.
vero purtroppo
Lo stato italiano non vede oltre il proprio naso e non tiene conto che a furia di mungere la vacca delle imprese private alla fine non viene più latte ma sangue e poi la vacca crepa. Dopo si pagano faraonici progetti di rivitalizzazione del Centro storico che non saranno mai realizzati.
i recanatesi negli ultimi vent’anni preferiscono andare verso il mare
io mi chiedo sempre come fanno a rimanere aperti anche altri negozi che tutte le sante volte passi davanti,non c e mai nessuno dentro e le commesse …..al telefono probabilmente FB o IG !! e sono aperti 6 ore al giorno!! ma pur di non andare a lavorare con altri orari,sotto padrone si preferisce così
Sono scettico sulla soluzione… universitaria, considerata l’esperienza ultradecennale delle città sedi permanenti degli atenei, dove gli studenti residenti lo sono per pochissimi giorni alla settimana, salvo chi proviene da molto lontano. Inoltre non si tratta di un settore che commercialmente può portare valore aggiunto, tranne che per bar, pizzerie e simili.
Ciò che occorre è una politica generale per il centro storico, che abbia il coraggio anche di cambiare radicalmente le scelte fin qui fatte (vedi il capitolo parcheggi). Non è solo una questione di residenze, ma anche di servizi a disposizione. In tal senso anche l’annunciato Piano Urbanistico Generale dev’essere interpretato secondo un’ottica nuova, che accantoni il criterio dello sviluppo demografico di Recanati, capace soltanto di produrre aree edificabili e nuove abitazione che rimarranno vuote.
Le aree edificabili sottraggono le terre migliori all’agricoltura. Dovrebbe essere consentito solo il restauro di fabbricati esistenti e vietare nuove urbanizzazioni ma i Comuni campano con gli oneri di urbanizzazione e tendono solo a fare cassa.
Ma come questi che comandano adesso prima delle elezioni avevano tutte le ricette pronte e adesso a distanza di due anni mettono sul piatto 20.000 euro che non ce fai manco una merenda. Della serie a chiacchierà prima so tutti boni
La teoria contro la pratica, nella teoria si parcheggia fuori dalle mura, si paga il parcheggio, si fa una bellissima passeggiata in centro e si fanno acquisti,cosa? Dove? Nella pratica si finisce di lavorare con la testa gia’ proiettata a cosa fare per cena, prendi l’auto imprecando, passi al volo al primo supermercato servito da parcheggi gratuiti e non gravato da eventuali ZTL, ti fermi al volo, fai quello che devi fare, tutto in un unico luogo senza stare a girare tanto, riprendi l’auto e vai a casa sempre continuando a imprecare.
Il Campus per lo studio della lingua italiana al momento è l’unica prospettiva valida per rivitalizzare il centro storico in tempi brevi. Serve una stazione dei bus degna di questo nome e qualche punto di ristoro tra villa Colloredo e la Piazza. Il bar 13 chiude presto la sera e nei festivi. Il bar Mirò era fin troppo frequentato ma spesso fuori controllo. I vicini chiamavano spesso invano le forze dell’ordine perché a tarda notte non riuscivano a dormire. Ci vuole un controllo notturno della Polizia municipale oltre all’ossessivo controllo diurno dei ticket dei parcheggi. Fanno ben sperare la riapertura del ex Gallery e le attività di Palazzo Bettini.
Purtroppo è un problema fisiologico irrisolvibile per tanti paesi, compreso il capoluogo di provincia (Macerata). Gli acquisti online ed i centri commerciali monopolizzano il commercio, tengono i paesi più turistici, le località di mare e le attività ristorative.
quindi? il mercato si regola in modo autonomo
Pepa complice.
quindi… non era colpa di bravi, fiordomo & c… o sbaglio? chiedo per un amico
14:11 Al tuo amico fai presente che solo una manica di incapaci come quelli che hai citato poteva concepire due ascensori gemelli per arrivare a Viale Battisti e non realizzare nessun attracco meccanizzato per raggiungere la Piazza oltre all’ascensore interno al Comune (anche un bambino dell’asilo avrebbe capito che non poteva in alcun modo sopperire alle necessità pedonali, oltre a creare una pericolosa via d’accesso agli Uffici e ai piani del Municipio superiori rispetto alla Piazza).
Ma temo che il tuo amico non capirà nulla, come quel ‘genio’ delle 8:29 che, certamente sodale del ‘duo’ sinistro e masochisticamente non pago della desertificazione del centro, ripropone la ZTL h 24 sabato e domenica per tutto il periodo estivo
grazie, adesso glielo dico, tu sì che capisci
togliendo anche gli eventi da piazza il centro si svuotera’ sempre di più.
problema ormai irrisolvibile.
se non ci è riuscito Pepa non lo farà più nessuno.
lui aveva la bacchetta magica.
i negozi li compra u sindaco che c’ha tanti soldi quessi è ricchi oh ma non doveva aprire l’albergo mare monti a maggio? ecco San Vito. ammene
Apparte tutto, parcheggi che sono UN GRANDISSIMO PROBLEMA e resto, bisogna anche vedere quanto chiedono i proprietari dei locali al mese di affitto! alcuni chiedono 2000 euro al mese per Recanati che è impossibile fare nelle attività!
Altri locali hanno banche e mutui dietro e non è facile aprire
Ci sono canoni di tutti i livelli, chiudono anche i negozi gestiti dai proprietari stessi degli immobili che quindi di affitto non pagano nulla.
bisogna vedere anche che roba vendono , se non interessa più a nessuno ed ovvio che chiudono anche quelli
La domenica per prendere un caffè dal Duomo bisogna arrivare in piazza. Speriamo che riapra in tempi brevi l’hotel ex Gallery e il bar annesso e che si faccia finalmente un ascensore al servizio di Via Falleroni come era stato progettato da tempo.
Ma pensate davvero che i proprietari si divertano a pagare imposte e tasse senza ricavare nulla? Parecchi locali non sono più a norma e non vale la pena di buttarci denaro, altri semplicemente non hanno richieste. Vediamo piuttosto di incentivare forme abitative diverse come i senior cohousing alternativi al modello della casa di riposo almeno per gli autosufficienti. Il COVID dovrebbe aver mandato in soffitta certi modelli abitativi e assistenziali per la terza età.
Oppure si delocalizza e tanti saluti.
Il centro storico è finito, che fine ha fatto il progetto dell’infinito outlet di Scavella?
L’unico salvagente per ora è il Campus per lo studio dell’italiano. Se si potesse allungare i tempi di frequenza e si potesse promuovere la possibilità di fare i programmi Erasmus avremmo una utenza più seria studiosa e motivata.
Con gli affitti che chiedono i privati è normale che questo accada.
almeno meMa smettetela di avvisar
il mercato si regola da solo