Da Porto Recanati al Kuwait, dove vive e lavora per una società del settore petrolifero. Lorenzo D’Angelo, che risiede nella città rivierasca insieme alla moglie e alla figlia, racconta ai microfoni di Radio Erre la difficile situazione che sta vivendo il Paese in queste settimane segnate dall’escalation del conflitto.
D’Angelo descrive un clima di forte preoccupazione tra la popolazione e i lavoratori stranieri. «Ci sono notti in cui non si riesce a dormire», racconta, spiegando come la tensione sia diventata parte della quotidianità. Anche il settore petrolifero sta risentendo della situazione: da circa un mese la produzione è sostanzialmente ferma, mentre proseguono soltanto le attività indispensabili di manutenzione degli impianti per garantirne la sicurezza e la piena efficienza.
Particolarmente grave, secondo la sua testimonianza, l’attacco che ha colpito l’aeroporto internazionale del Kuwait. Lo scalo, che aveva recentemente ripreso la piena operatività, sarebbe stato oggetto di un pesante bombardamento che ha provocato ingenti danni alle strutture e numerose vittime, riportando il Paese in una fase di emergenza.
Nel corso dell’intervista Lorenzo D’Angelo offre una testimonianza diretta sulla vita quotidiana in Kuwait, sulle conseguenze economiche del conflitto e sulle prospettive per le migliaia di lavoratori stranieri presenti nel Paese. Un racconto in prima persona per comprendere meglio una realtà che, pur lontana geograficamente, coinvolge anche cittadini marchigiani impegnati all’estero per lavoro.


