L’impegno dell’Arma dei Carabinieri nel garantire la sicurezza stradale e assicurare alla giustizia chi si rende responsabile di gravi violazioni a tutela dell’incolumità pubblica ha portato a un nuovo importante risultato. Nella mattinata del 4 agosto, al termine di una tempestiva e accurata attività di indagine, i militari dell’Aliquota Radiomobile di Osimo hanno deferito in stato di libertà un uomo con l’accusa di omissione di soccorso e fuga a seguito di incidente stradale. L’episodio risale alla serata dello scorso 10 luglio, quando nel comune di Castelfidardo (AN) si è verificato un pericoloso sinistro stradale.
Un automobilista, alla guida del proprio automezzo, ha colliso contro un’autovettura condotta da un sessantunenne del posto, che viaggiava con a bordo altri tre passeggeri, tra cui due minorenni. Subito dopo l’impatto, il conducente del veicolo investitore, contravvenendo a ogni obbligo di legge e di senso civico, si è dato precipitosamente alla fuga senza fermarsi a prestare il necessario soccorso agli occupanti dell’altro mezzo. I tre passeggeri del veicolo colpito sono stati successivamente trasportati presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Torrette di Ancona per gli accertamenti medici del caso.
Fin dai primi istanti successivi all’evento, i Carabinieri hanno attivato immediate le ricerche per risalire all’identità del conducente datosi alla macchia. Grazie al lavoro di ricostruzione della dinamica, alla raccolta di testimonianze e all’analisi attenta degli elementi investigativi, i militari dell’Arma sono riusciti a rintracciare e identificare compiutamente il responsabile, un cittadino residente nella zona. A carico dell’uomo è scattata la denuncia a piede libero (ai sensi dell’art. 593 del Codice Penale e dell’art. 189, commi 1 e 6 del Codice della Strada). Inoltre, i militari operanti hanno proceduto al ritiro immediato della patente di guida del trasgressore.
L’Autorità Giudiziaria e la Prefettura competente sono state prontamente informate. Si precisa che la persona denunciata è da considerarsi come sottoposta ad indagini e pertanto presunta innocente sino a sentenza definitiva di condanna.


