Dal mancato riconoscimento Unesco per il Teatro Persiani alle preoccupazioni sul futuro del Punto di primo intervento dell’ospedale di Recanati. Andrea Marinelli propone una lettura critica della situazione cittadina e rovescia uno degli slogan utilizzati dal centrodestra in campagna elettorale: dalla «filiera del valore» alla «filiera del disvalore».
«La filiera – spiega – dovrebbe collegare i diversi livelli istituzionali e portare valore e concretezza al territorio. Invece, sulle questioni che hanno riguardato Recanati, dall’Unesco alle partecipate fino alla Zes, il rischio è che la città finisca per dare senza ricevere altrettanta attenzione».
Sul Teatro Persiani, Marinelli contesta in particolare l’atteggiamento politico seguito alla mancata candidatura al riconoscimento Unesco. «È comprensibile che ci siano motivazioni tecniche, ma non si può passare dall’enfasi della campagna alla semplice presa d’atto quando il risultato non arriva».
Il tema più delicato è però quello sanitario. Secondo alcune indiscrezioni, al Punto di primo intervento potrebbe essere ridotta la presenza medica nelle ore notturne, con un infermiere incaricato del triage e dell’eventuale attivazione dei servizi necessari. Un’ipotesi che suscita preoccupazione: «Il Punto di primo intervento è un presidio fondamentale per il territorio e la sua presenza medica va difesa. In passato una battaglia trasversale aveva permesso di scongiurarne la chiusura. Oggi dobbiamo continuare a difenderlo».
Da qui l’appello a superare gli schieramenti: «Su questi temi dobbiamo essere uniti, maggioranza, opposizione, comitati e cittadini».
Un richiamo all’unità che riguarda anche la cultura. Marinelli riconosce il lavoro dell’assessorato, ma segnala il malcontento di alcune associazioni che si sarebbero sentite poco coinvolte. «L’associazionismo culturale recanatese è un patrimonio straordinario e va valorizzato». Tra gli esempi citati anche il Premio Alessandrini, la cui mancata realizzazione viene definita «un’occasione persa».
Sulla sicurezza, infine, l’invito è a evitare allarmismi: «I numeri non indicano un’esplosione della criminalità, ma alcune situazioni sono diventate qualitativamente più preoccupanti». Per Marinelli occorre quindi intervenire anche sulle cause del disagio giovanile: «Se ci limitiamo a sorvegliare e punire, senza lavorare sulle radici del problema, abbiamo fallito».
Sul piano politico, intanto, qualcosa si muove tra le forze di opposizione. «Non c’è ancora un’unità strutturale, ma si sta dialogando e si stanno presentando insieme alcune iniziative. Può essere un primo passo. Una buona opposizione, così come una buona maggioranza, può fare bene alla città».


