Una sola voce per dare corpo a più personaggi, attraversando il dolore, l’odio e il desiderio di vendetta della tragedia greca. È stata presentata ieri sera, all’Auditorium del Centro Mondiale della Poesia e della Cultura “Giacomo Leopardi” di Recanati, la versione video di “Una voce sola per Elettra”, rappresentazione teatrale ideata, interpretata e diretta da Gianfranco Maria Lelj.
A introdurre l’appuntamento è intervenuto il vicesindaco Roberto Bartomeoli, mentre era presente lo stesso Lelj per una breve presentazione dell’opera.

L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Recanati, ha riportato al centro dell’attenzione una rilettura particolarmente originale della tragedia “Elettra” di Sofocle. Al centro c’è Elettra, consumata dal desiderio di vendicare l’uccisione del padre Agamennone per mano della madre Clitennestra e di Egisto. Una storia in cui il confine tra giustizia e vendetta diventa sempre più sottile e nella quale il dolore non conduce al perdono. Il ritorno di Oreste e il compimento della vendetta contro Clitennestra ed Egisto assumono così una dimensione drammatica estrema, segnata dall’odio, dalla liberazione e dall’assenza di rimorso.
Il progetto nasce da una scelta teatrale radicale: un unico interprete per raccontare e incarnare i diversi personaggi della tragedia, restituendo attraverso la voce, la gestualità e la presenza scenica tutta la tensione di una vicenda dominata dalla vendetta. Ed è forse proprio nella scelta di una sola voce che risiede la particolarità più forte del lavoro di Lelj: una voce chiamata a moltiplicarsi, a cambiare volto e tono, per raccontare una storia antica nella quale il dramma umano rimane, ancora oggi, straordinariamente attuale.
“Una voce sola per Elettra” è anche il risultato dell’incontro tra teatro e fotografia. Lelj firma infatti regia, interpretazione e fotografia del lavoro, costruendo un racconto nel quale la dimensione visiva accompagna quella teatrale.
Una carriera, quella di Gianfranco Maria Lelj, che si muove da sempre proprio all’incrocio tra queste diverse forme espressive. Nato all’Aquila e cresciuto a Bologna, dopo la laurea in Lettere moderne ha insegnato Storia del Cinema all’Università della sua città, nell’ambito della cattedra di Filosofia moderna. Nel corso della sua attività ha collaborato con alcuni dei più importanti registi italiani, tra cui Federico Fellini, Luchino Visconti, Franco Zeffirelli ed Ettore Scola.
Come fotografo si è inoltre dedicato al ritratto, immortalando numerosi protagonisti del cinema italiano e internazionale, costruendo negli anni una lunga galleria di volti dello spettacolo e della cultura.


