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19 commenti
Il Comune non ha cancellato il festival. Poteva farlo!
Non ha vietato la mostra. Poteva farlo!
Non ha impedito agli artisti di esporre. Poteva farlo!
Non ha chiuso le sale. Poteva farlo!
Non ha ritirato il patrocinio. Poteva farlo!
Non ha fatto sparire il Recanati Comics Festival dal calendario cittadino. Poteva farlo!
Ha tolto un logo: NON DOVEVA FARLO!
SEPOLCRI IMBIANCATI!
E gia’, il comune avrebbe potuto fare tutto, ma avrebbe fatto una figuraccia a livello nazionale. Facendo sparire solo il logo la figuraccia (per non dire di peggio) la sta facendo solo a Recanati.
caro Roberto hai ragione da vendere.
pur avendo sostenuto questa amministrazione ammetto che siamo sprofondati nell’oscurantismo inqusitorio degno manco della censura andreoattiana, che aveva sicuramente più ironia, e tralascio l’intelligenza. più in basso di così sarà difficile.
mai più.
mai più.
Surreale è che a fronte di tutti questi fondi elargiti il comune (togliendo il logo) cerchi di sabotare la comunicazione e pubblicizzazione dell’evento vietando cartellonistica e conferenza stampa già programmata.
Ma sono sicuro che il prossimo anno questi fondi verranno usati meglio. Magari per una delle fantastiche domeniche con i foodtrack in piazza, che come noto, richiamano sempre “tantissimo pubblico”.
Ha tolto il logo: ha fatto benissimo !
È inutile parlare con chi non vuol sentire. Bene ha fatto l’amministrazione a togliere il logo,male ha fatto a dare tutti quei soldi pubblici.
Ci poteva attappare qualche buca!!!!
Con il patrocinio, le concessioni varie ed i finanziamenti, perché togliere il logo dalla locandina?
A me piace la riedizione in chiave “comics” dell’opera del Lotto.
A me non piace per niente la riedizione in chiave “comics” dell’opera del Lotto. Bruttissima!!!!
La locandina è più bella della crosta del Lotto!
Ntiquati!
Il finanziamento è cresciuto col crescere della manifestazione, che porta a Recanati centinaia, forse migliaia di presenze, senza che gli organizzatori ne ricavino un euro, se non di rimborso.
Inoltre non mi risulta che Il Ministero della cultura regali quattrini a festival laicissimi e dalla parte dei valori costituzionali. Semmai ne ha regalati agli amichetti della destra-destra (e all’ex amica di Tarantini e Berlusconi, Manuela Arcuri) nel mondo del cinema. A discapito di finanziamenti doverosi come quello per il documentario per Giulio Regeni.
No, nemmeno di rimborso. Tutto quello che entra è investito nell’evento per la città. E molto torna e resta in città nell’ospitalità degli ospiti tra alberghi, ristoranti e altre voci.
Il PD sta cavalcando la vicenda del manifesto per creare una spaccatura che nella realtà non esiste. Pelati ha ammesso di aver approvato la locandina come da prassi, prima che scoppiassero le polemiche: non è uno scandalo, è la normale gestione di un evento che viene autorizzato e poi, una volta emerse le criticità, corretto. Pepa ha fatto l’unica cosa sensata: ha preso le distanze da un’immagine che offendeva il sentimento religioso di tanti cittadini, senza cancellare nulla, senza togliere un euro, senza chiudere niente.
Verrebbe da chiedersi dove fosse tutta questa attenzione alla sensibilità dei cittadini quando il contributo comunale al festival era di 1.000 euro sotto la giunta Bravi, contro i quasi 20.000 euro di quest’anno. Ma certo, è più comodo montare un caso politico su un logo che riconoscere che questa amministrazione ha investito nel festival come nessuno prima.
Il PD, invece di fare opposizione seria su asili, strade e servizi, preferisce inventarsi una “deriva autoritaria” che non esiste, provando a mettere in difficoltà una giunta compatta. Onestà intellettuale zero.
Cari amici e simpatizzanti di Arcadia,
Purtroppo ci troviamo costretti a rompere quel silenzio laborioso che normalmente precede il nostro Festival, quello fatto di ore rubate al sonno, di allestimenti, di lavoro perché la manifestazione riesca al meglio e, ovvio, di divertimento – perché è anche vero che non ce l’ha mica detto il medico di organizzare una manifestazione del genere! – per rispondere a una serie di articoli giornalistici che, con straordinario accanimento, continuano a chiamarci in causa, a firma del noto cronista locale Asterio Tubaldi:
Non abbiamo ricevuto 14.000 euro – cifra sparata totalmente a caso – da nessuno (dare i numeri, in certi ambiti, è un dono, ma non in questo caso), abbiamo semplicemente vinto un bando ministeriale come partner del Comune per il progetto (da noi sviluppato) di un festival del fumetto per il prossimo anno.
Quest’anno, come anche nel quinquennio precedente, il contributo percepito è stato esattamente ciò che viene investito: 1 a 1 (anzi, ad esser sinceri, siamo sotto di qualche centinaio di euro).
Il fatto che in cinque edizioni sia stato progressivamente aumentato dalle amministrazioni che si sono susseguite, certifica soltanto l’ottimo lavoro svolto e il fatto che la manifestazione sia diventata una risorsa per Recanati. Le cifre che ha snocciolato il Signor Tubaldi, peraltro, anche in questo caso, sono tutte inesatte e incomplete. Tutti i nostri conti sono perfettamente verificabili, sia dai nostri bilanci (a disposizione di chiunque ne richieda la visione e la perizia), che dagli scambi intercorsi con il Comune di Recanati.
Non abbiamo MAI protestato per la censura, semmai abbiamo contestato le inesattezze diffuse dal Sindaco Pepa ai microfoni della radio nella quale il caro Asterio legge quotidianamente gli articoli che produce il cronista Tubaldi – per un virtuoso principio della fisica chiamato “conflitto di interessi”, per cui il cronista d’assalto alimenta la radio di cui è proprietario. Quello che abbiamo lamentato con fermezza dai nostri social è che i nostri post siano stati ripetutamente segnalati e oscurati senza alcun motivo reale.
Da oggi non risponderemo più a nessuna polemica, poiché saremo concentrati a realizzare il Recanati Comics Festival 2026 e a celebrare gli ospiti che contribuiranno a renderlo ancora una volta un momento di aggregazione e di diffusione del fumetto. Andiamo a “fare” cose che si oppongono a quel vecchio vizio locale: lamentarsi perché non succede mai niente, per poi mortificare qualcuno quando prova a fare qualcosa.
Rileviamo infine, con un pizzico di humor, che il sistema pensionistico italiano, sommato ai moderni mezzi di comunicazione, trasformano il tempo libero privato in disinformazione pubblica locale.
Insomma: parla e fa sparlare.
allibito e sconcertato nell’apprendere che questa amministrazione ha moltiplicato i fondi per questi tizi
Il casino non l’ha montato né Arcadia, né il Comune.
Adesso fanno gli gnorri, ma chi ha fatto scattare tutta sta polemica è il PD recanatese.
E’ PENOSO VEDERE LOCANDINE DEL GENERE, VERGOGNOSO
PUR DI AVERE LA PUBBLICITA’ ARRIVIAMO AL BLASFEMO. CHE SCHIFO.
Solo 5.781 euro? Ma è una micragna. Ma dove li mandate a dormire questi poveri fumettisti? solo di viaggio e pernotto, mi sembra che dovrebbe costare molto di più!
non è arte … è schifezza !