Due incendi a pochi metri di distanza, sviluppatisi quasi contemporaneamente in edifici abbandonati da anni e utilizzati come riparo di fortuna. È sempre più concreta l’ipotesi del dolo per i roghi che ieri pomeriggio, intorno alle 18.30, hanno interessato l’ex sede della Croce Azzurra e l’ex scuola Zanella, in via Argentina.
L’allarme è stato lanciato da alcuni giovani di passaggio che hanno notato il fumo levarsi dalla zona e hanno immediatamente contattato il 112. Sul posto sono intervenuti tre mezzi dei vigili del fuoco del distaccamento di Civitanova Marche, una pattuglia dei carabinieri della stazione di Porto Recanati e il sindaco Andrea Michelini.
Le fiamme hanno coinvolto due immobili in disuso da anni, entrambi da tempo al centro di segnalazioni per degrado e occupazioni occasionali. Il primo focolaio è stato individuato all’ingresso dell’ex sede della Croce Azzurra, un’ala dell’edificio che in passato aveva ospitato anche il servizio di prevenzione e, successivamente, la Croce Bianca e la Guardia Medica. Durante le operazioni di spegnimento i vigili del fuoco hanno rinvenuto all’interno cumuli di documenti e materiale cartaceo concentrati in un unico punto, circostanza che farebbe pensare a un innesco preparato deliberatamente.
Quasi in contemporanea è stato scoperto un secondo incendio nel seminterrato dell’ex scuola Zanella, situata alle spalle del primo stabile. In questo caso il fuoco aveva già interessato uno scantinato dove erano stati accatastati materassi e altri materiali facilmente infiammabili, apparentemente predisposti per alimentare le fiamme. Il locale è stato rapidamente invaso dal fumo e dal calore, rendendo più complesse le operazioni di spegnimento.
L’intervento dei vigili del fuoco ha consentito di circoscrivere entrambi i roghi in circa un’ora, evitando che le fiamme si propagassero agli altri ambienti e soprattutto alle aree circostanti. Non lontano dagli edifici interessati dall’incendio sono infatti in corso i lavori per la realizzazione del nuovo asilo nido comunale, rimasto completamente estraneo all’evento. Nelle vicinanze si trova anche un magazzino comunale.
Durante i controlli effettuati all’interno degli stabili, vigili del fuoco e carabinieri hanno accertato che gli edifici vengono utilizzati saltuariamente come rifugio da alcune persone. Al momento dell’incendio, tuttavia, non è stato trovato nessuno all’interno e non si registrano feriti. I danni strutturali risultano contenuti.
A rafforzare la pista dolosa contribuiscono anche alcune testimonianze raccolte sul posto. Diversi residenti avrebbero riferito di aver visto allontanarsi dall’area due uomini e una donna poco prima che venisse dato l’allarme. Elementi che ora sono al vaglio dei carabinieri, impegnati nella ricostruzione dell’accaduto e nell’individuazione di eventuali responsabili.
In serata il sindaco Andrea Michelini ha confermato che «i Vigili del Fuoco di Civitanova Marche hanno messo in sicurezza entrambi gli edifici». Sul posto sono intervenuti anche i tecnici Enel per le verifiche di competenza. «Sono in corso le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e individuare eventuali responsabilità – ha dichiarato il primo cittadino –. Ai Vigili del Fuoco, ai Carabinieri e ai tecnici di Enel va il più sentito ringraziamento per la tempestività dell’intervento, la professionalità dimostrata e l’impegno a tutela della sicurezza della comunità».
Amaro l’intervento di Michele Tetta, responsabile della Croce Azzurra cittadina: “Ci avevano chiamato abusivi,buttandoci fuori a suon di carte bollate,con tanto di plauso delle signore a favore di questa amministrazione e oggi questo è il risultato,quando ci stavamo noi della Croce Azzurra abbiamo tenuto quel posto sempre come un fiore all’occhiello e oggi con tanto di faldoni dentro del comune ci è rimasto solo cenere,i sacrifici nostri di 20 anni buttati al vento. Ci hanno sbeffeggandoci come carne da macello,pensate che quando è arrivata la sentenza di fratto eravamo già stati messi alla gogna ancor prima che lo sapesse il nostro avvocato e credo che comunque i panni sporchi si lavano in famiglia. Oggi da parte mia rimane davvero un grosso dolore nel cuore che è condiviso anche da chi per tanti anni li dentro ci ha dato l’anima per fortuna che il tempo passa presto e le elezioni sono vicine”.
Le indagini proseguono per chiarire chi abbia appiccato i due incendi e se i due episodi siano riconducibili alla stessa mano


