Nuovi scenari si aprono nel panorama politico locale. Anche la città leopardiana si prepara infatti ad avviare il proprio comitato costituente di Futuro Nazionale, segnando un primo passo concreto verso la strutturazione del movimento sul territorio.
A dare forza all’iniziativa è la decisione di Paolo Diop, che ha scelto di lasciare la Lega per aderire al progetto politico promosso dal generale Roberto Vannacci.
Una scelta che rappresenta un passaggio significativo nel contesto locale. Diop, da tempo attivo in politica, ha spiegato di aver maturato questa decisione alla luce della necessità di ritrovare coerenza tra valori personali e azione politica, individuando in Futuro Nazionale un percorso più in linea con le proprie convinzioni.
Il comitato costituente avrà il compito di organizzare la presenza del movimento a Recanati, coinvolgendo cittadini e sostenitori e ponendo le basi per una futura struttura più articolata. Un segnale chiaro di radicamento e di volontà di crescita, in una fase in cui nuove realtà politiche cercano spazio e consenso.
Resta ora da osservare quali saranno le reazioni nel territorio e se altri esponenti seguiranno questo percorso, contribuendo a rafforzare ulteriormente il progetto politico nelle Marche.



3 commenti
Copio e incollo articolo giornalistico di Vincenzo Corrado: Lo Stato italiano spende 34,5 miliardi di euro in servizi e prestazioni sociali per i cittadini stranieri residenti e ne incassa 39,1 in tasse, contributi previdenziali e imposte varie – saldo positivo di 4,6 miliardi, certificato da tre docenti di economia delle università Statale di Milano e dell’Insubria per il Dossier Statistico Immigrazione 2025, che è la fonte più autorevole disponibile su questo tema e che stranamente non compare mai nei dibattiti televisivi sulla remigrazione.
Il motivo per cui il saldo è positivo è strutturale e riguarda l’età: gli stranieri residenti hanno un’età media di 35,7 anni contro i 46,9 degli italiani, il che significa che pesano pochissimo sulle due voci che assorbono i due terzi della spesa pubblica italiana, cioè pensioni e sanità, mentre lavorano, pagano l’IRPEF, versano contributi e consumano, pagando l’IVA come chiunque altro.
In termini pro capite, ogni straniero residente riceve dallo Stato 6.600 euro in servizi contro gli 11.600 degli italiani, e ne restituisce proporzionalmente di più.
Il paradosso finale è che il sistema produce meno di quanto potrebbe, perché le leggi sull’ingresso dei lavoratori stranieri sono talmente farraginose che nel 2024 solo il 7,8% delle quote previste dai decreti flussi si è tradotto in permessi di lavoro effettivi – il resto scivola nell’irregolarità, lavora in nero, non paga tasse e non versa contributi, sottraendo denaro proprio alle casse dello Stato che poi si lamenta del costo dell’immigrazione.
Volete cacciare gli stranieri? State buttando via 4,6 miliardi di euro. A proposito di remigrazione.
Senza stranieri, l’INPS sarebbe già fallito. Bloccando i flussi migratori, entro il 2040 le casse previdenziali perderebbero 73 miliardi di euro di entrate contributive, con un saldo netto negativo di 38 miliardi, in un sistema che già oggi conta 1,47 lavoratori per ogni pensionato, in discesa costante verso quella soglia di 1,5 che gli esperti considerano il limite di relativa sicurezza.
Il paese in cui questo accade ha registrato nel 2024 il minimo storico di nascite dall’Unità d’Italia – 370.000 bambini contro 651.000 morti – con un passivo naturale di 281.000 persone che nessuna politica familiare degli ultimi trent’anni ha scalfito, mentre quasi quattro milioni di lavoratori stranieri negli archivi INPS versano contributi e tengono in piedi un equilibrio demografico ed economico che altrimenti non reggerebbe.
Chi propone la remigrazione ha deciso di ignorare questi numeri. L’INPS li ha pubblicati. Sono disponibili per chiunque voglia leggerli. Vannacci è un pericolo serio per il Paese.
Ma questo personaggio conosce davvero la “linea politica” di Vannacci? O cerca semplicemente una vetrina per se steso, come già fatto con Salvini? Secondo me si è comunque ben integrato nell’ambiente locale, “buttandosi” là dove c’è d’apparire, infischiandosene di questioni generali, fossero anche solo quelle degli stranieri a Porto Recanati. Da evitare.
Secondo il Vannacci-pensiero Paolo Diop non ha proprio i tratti etnici per essere indoeuropeo (basta ascoltare la sua intervista su come la pensasse nei confronti della pallavolista Paola Egonu di origini nigeriane dopo l’oro olimpico a Parigi 2024), probabilmente ora ha bisogno di rifarsi un’immagine dopo le ultime batoste!