nota Movimento Vivere Recanati
Riapre il Castello di Montefiore. Evviva! Siamo tutti felici: per Montefiore, per Recanati e per il territorio, per un pezzo di storia e di architettura che tornano a vivere. C’è voluto tanto tempo, c’è voluta l’opportunità del PNRR, c’è voluta una attenzione ed un lavoro costanti che ha coinvolto più amministrazioni, l’attuale e le amministrazioni Fiordomo e Bravi.
Come era già avvenuto per l’apertura del campetto polivalente e della struttura nel Rione Mercato (Club Aquila), rimesso a nuovo grazie ai fondi del PNRR, anche in questo caso leggiamo e ascoltiamo dichiarazioni trionfalistiche senza alcun riferimento alla storia di questo recupero, senza alcun riconoscimento e merito a quanti si sono concretamente spesi per raggiungere gli obiettivi. Il sindaco Pepa taglia il nastro in pompa magna, ma dimentica (o forse tralascia di ricordare) che ha solo tirato un calcio di rigore a porta vuota. Su questo fronte possiamo solo augurarci che, in futuro, si dimostri un atteggiamento più corretto sotto il profilo istituzionale e politico.
La vicenda del Castello di Montefiore è lunga e densa di difficoltà; lo sa bene il sindaco Pepa e alcuni amministratori dell’attuale giunta che hanno fatto parte dell’amministrazione Corvatta. Mentre ci si adoperava per sistemare mura e merli del Castello, emersero problemi geologici che portarono l’allora dirigente Arch.Sensini ad interessare il geologo Fiumani e gli ingegneri Paolo Bravi e Davide Chiodi.
Il Castello, dopo i primi rilievi che evidenziavano smottamenti del terreno, non potè più essere utilizzato e fu predisposta dall’arch. Paduano, subentrato a Sensini, una messa in sicurezza per garantire il regolare svolgimento della Sagra della Polenta ed altre attività all’esterno. Poi il nuovo studio del geologo Patrizietti e la ricerca di fondi per ottenere quello che nel frattempo è divenuta la vera priorità: rendere stabile il Castello, risolvendo la questione dell’infiltrazione delle acque e il dissesto idrogeologico.
Per questo intervento la precedente amministrazione ha intercettato fondi per 600 mila euro, poi, grazie al PNRR, sono si sono ottenuti ulteriori 1,850 milioni per il recupero complessivo. E nel frattempo, con un accordo urbanistico al quale lavorò l’assessore Michele Moretti, si riusciva a realizzare anche l’area del parcheggio.
Tutti passaggi che crediamo vadano doverosamente ricordati per comprendere la complessità dell’opera e l’impegno necessario per portarla a termine
La riapertura è un momento importante, che va celebrato. Poi, sarà necessario sostenere adeguatamente il Comitato di Quartiere, perchè serviranno risorse economiche e progetti per sostenere l’impegno e alimentare l’entusiasmo iniziale.
Una visione a lungo termine che l’attuale amministrazione Pepa non sembra in grado di mettere in campo. Vedremo.

alle 17:20
alle 19:00
alle 20:45


5 commenti
In definitiva, stando così le cose, e così stanno… il Sindaco Pepa e tutta la sua giunta saranno gli artefici del solo taglio del nastro. Su tutto il pregresso non ci hanno messo nulla, millantando il merito della ristrutturazione del castello.
Però come li tagliano bene i nastri, eh!!
Adesso è chiaro
patetici… sorge spontanea una domanda: se avete fatto tutto voi, perchè non lo avete inaugurato?
eccolo è arrivato…ancora lui…ahahhaahah Se tutto era stato fatto da Bravi & Co. allora non c’era bisogno di fare nulla e si apriva da solo…poteva essere prima o no… Sicuramente ci hanno lavorato le precedenti amministrazioni e tecnici ma in questi ultimi due anni i lavori, le problematiche emerse e poi risolte, la perseveranza e l’investimento dei fondi, l’utilizzo, gli affidamenti dei lavori, seguire il cantiere ecc…è ed è stato un lavoro fondamentale ed importantissimo. In Italia si vedono molte incompiute e senza la persistenza e grande lavoro dell’Amministrazione Pepa questo risultato non era scontato