Sono 4.140 le firme raccolte dal comitato “No Discariche Montefano” e consegnate ieri mattina negli uffici della Regione Marche per ribadire la contrarietà all’ipotesi di realizzare due discariche nel territorio comunale. Una delegazione, guidata dalla sindaca Angela Barbieri e composta da rappresentanti delle comunità di Montefano, Passatempo e San Biagio, ha incontrato alcuni esponenti delle istituzioni regionali per esporre le ragioni della protesta.
Al centro della mobilitazione c’è il netto rifiuto dell’individuazione dei due siti nel territorio montefanese, ma anche le contestazioni sul percorso che ha portato alla definizione della graduatoria.
Al centro della mobilitazione c’è il netto rifiuto dell’individuazione dei due siti nel territorio montefanese, ma anche le contestazioni sul percorso che ha portato alla definizione della graduatoria. Il comitato denuncia quella che definisce una mancanza di trasparenza nelle procedure, critica l’introduzione di tre criteri di natura politica da parte dell’ATA di Macerata e contesta l’accantonamento della graduatoria elaborata dall’Università sulla base di venti criteri tecnico-scientifici.
La delegazione è stata ricevuta dal presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui, dall’assessore regionale all’Ambiente Tiziano Consoli e dai consiglieri regionali Leonardo Catena e Valeria Mancinelli. Nel corso dell’incontro, definito dal comitato «franco e sereno», sono state illustrate le motivazioni della raccolta firme e chiesto di fare chiarezza sul percorso amministrativo che ha portato Montefano a risultare al primo posto tra le aree individuate come potenzialmente idonee a ospitare un nuovo impianto. Secondo quanto riferito dal comitato, i rappresentanti della Regione avrebbero assicurato che il primo passo sarà quello di verificare la correttezza e la legittimità delle procedure adottate nel processo di individuazione dei siti.
La consegna delle firme rappresenta un nuovo capitolo della mobilitazione avviata nelle ultime settimane dal territorio, con cittadini e amministrazione comunale che continuano a chiedere una revisione dell’iter e maggiore trasparenza nelle decisioni relative al futuro piano provinciale dei rifiuti.


