Un lungo corteo silenzioso ma determinato ha attraversato ieri pomeriggio la fascia costiera tra Loreto e Scossicci, teatro del macabro ritrovamento delle carcasse di 55 cani avvenuto lo scorso febbraio. In centinaia hanno risposto all’appello lanciato dal mondo animalista per chiedere verità e giustizia su una vicenda che ha profondamente colpito la comunità locale.
La manifestazione si è snodata fino al luogo simbolo della tragedia, dove era stato rinvenuto il maremmano legato e abbandonato, immagine diventata emblema della crudeltà dell’episodio. Durante il percorso, cartelli e slogan hanno ribadito il messaggio dei partecipanti: «Stop alla crudeltà» e «Scossicci non dimentica».
L’iniziativa è nata su impulso della psicologa loretana Lucia Albanesi, che in breve tempo ha raccolto adesioni da associazioni ambientaliste e animaliste. Presenti anche figure note dell’attivismo come Enrico Rizzi e Paolo De Sanctis, entrambi uniti nel chiedere che i responsabili vengano individuati e puniti.
Due gli obiettivi principali della mobilitazione: manifestare indignazione per quanto accaduto e mantenere alta l’attenzione sull’inchiesta in corso, coordinata dalla Procura di Macerata. Le indagini si stanno concentrando su un uomo di 53 anni residente a Loreto, mentre cittadini e associazioni sollecitano chiarezza su tutte le eventuali responsabilità.
Le associazioni, tra cui la Lav Macerata, hanno annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile, chiedendo un’accelerazione delle indagini. Dello stesso avviso anche le altre realtà presenti, che invocano risposte rapide e trasparenti. Dal mondo animalista è arrivato inoltre un richiamo a una maggiore consapevolezza culturale, affinché episodi simili non si ripetano.
Alla manifestazione hanno preso parte anche rappresentanti istituzionali e del mondo civile, tra cui alcuni assessori del Comune di Loreto e don Paolo Volpe della Prelatura, a testimonianza di una partecipazione ampia e trasversale.


