Prosegue il programma dell’amministrazione comunale per la riqualificazione dei cimiteri cittadini, con un’attenzione crescente rivolta anche alle strutture delle aree rurali. Archiviati i lavori nel cimitero di Chiarino, il Comune ora è al lavoro al cimitero rurale di Santa Croce. Nel bilancio è stato infatti previsto un mutuo da 200 mila euro destinato al recupero e alla manutenzione dei cimiteri periferici. L’obiettivo è affrontare in maniera sistematica le criticità che da anni interessano questi luoghi, assicurando interventi non solo urgenti ma anche duraturi nel tempo.

Proprio a Santa Croce sono in corso i lavori di ricostruzione del muro di cinta, crollato nel dicembre 2023 a causa del maltempo. Un’opera ritenuta prioritaria per garantire sicurezza e restituire decoro all’area, che l’amministrazione punta a completare entro la fine di aprile.
«La nostra attenzione verso i cimiteri sarà massima — evidenzia l’assessore ai lavori pubblici Roberto Bartomeoli — con particolare riguardo a quelli periferici, che attendono risposte concrete da troppo tempo». Un impegno che si inserisce in una visione più ampia, volta a restituire dignità a luoghi profondamente legati alla memoria collettiva. «Curare i cimiteri significa custodire il ricordo e dimostrare rispetto per le nostre radici e per chi non c’è più», aggiunge l’assessore.
Il piano di interventi proseguirà nei prossimi mesi con l’intento di coinvolgere progressivamente l’intero sistema cimiteriale comunale. Tra gli obiettivi figura anche la riapertura della chiesa del cimitero di Santa Maria in Varano, edificio di proprietà comunale chiuso da oltre quindici anni. Durante una recente cerimonia, il commissario straordinario Castelli ha assicurato al sindaco l’arrivo dei finanziamenti — circa 4 milioni di euro dai fondi per la ricostruzione post-sisma — insieme alle necessarie autorizzazioni.
All’interno della chiesa si trova la navata centrale che custodisce l’antico sacello della famiglia Leopardi, con le sepolture di Monaldo, Adelaide Antici, Paolina e altri membri della famiglia. Vi riposano anche le spoglie di Nerina, figura evocata da Giacomo Leopardi nelle Ricordanze, a testimonianza del profondo valore storico e culturale del sito.


