Momenti di forte tensione nel tardo pomeriggio di ieri, 20 maggio, nella frazione di Casette Verdini a Pollenza. Un cittadino senegalese di 30 anni, già noto alle forze dell’ordine e irregolare sul territorio nazionale, è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Macerata per il reato di porto di armi od oggetti atti ad offendere (art. 4 Legge 110/1975).
L’allarme è scattato intorno alle ore 18:30, a seguito di alcune segnalazioni giunte al Numero Unico di Emergenza che indicavano la presenza, nei pressi del bar “H7”, di un uomo che si aggirava in evidente stato di alterazione, urlando frasi sconnesse e brandendo un grosso pugnale. Sul posto sono confluite immediatamente le pattuglie del Nucleo Operativo e Radiomobile (Sezione Radiomobile) della Compagnia di Macerata e della Stazione Carabinieri di Corridonia.
L’efficace coordinamento dei militari ha permesso di avviare subito le ricerche e di risalire rapidamente all’identità dell’uomo, che nel frattempo si era allontanato. I Carabinieri hanno rintracciato il trentenne presso il suo domicilio a Pollenza. Alla vista dei militari, l’uomo ha palesato un forte stato di agitazione psicomotoria, arrivando a danneggiare una porta dell’abitazione.
Per evitare che la situazione potesse degenerare in atti di autolesionismo o pericoli per terzi, gli operanti sono riusciti a contenere l’uomo in sicurezza, affidandolo subito dopo alle cure dei sanitari del 118, appositamente fatti intervenire. Lo straniero è stato trasportato al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Macerata, dove si trova tuttora ricoverato per una valutazione specialistica psichiatrica. Durante le successive verifiche sul territorio, lungo il tragitto percorso dall’uomo dal bar al proprio domicilio, i Carabinieri hanno rinvenuto l’arma di cui si era disfatto: un pugnale della lunghezza complessiva di 27 centimetri (con una lama affilata di 14 centimetri). L’arma è stata sottoposta a sequestro penale.
I successivi accertamenti di polizia giudiziaria hanno fatto emergere il profilo di irregolarità del soggetto. Lo straniero era infatti gravato da un provvedimento di espulsione del Prefetto di Macerata e dal contestuale ordine del Questore a lasciare il territorio nazionale entro sette giorni, notificatogli appena una settimana prima, il 13 maggio scorso. In quella circostanza, l’uomo era stato fermato a Macerata, presso i Giardini Diaz, da un equipaggio del Radiomobile intervenuto a supporto dei controllori dell’azienda di trasporti “APM”, poiché il trentenne era sprovvisto sia del biglietto sia dei documenti. Rifiutatosi di esibire un valido documento di identificazione, era stato condotto in Caserma e fotosegnalato. Dal controllo era emerso che il soggetto aveva già violato precedenti decreti di allontanamento; pertanto, data l’indisponibilità di posti presso i Centri di Permanenza per il Rimpatrio (C.P.R.), l’Autorità di Pubblica Sicurezza aveva emesso e notificato i nuovi provvedimenti di espulsione a cui l’uomo, alla data di ieri, non aveva ancora ottemperato.
Le informazioni sono state fornite nel rispetto dei diritti delle persone indagate, da ritenersi presunte innocenti in considerazione delle rispettive fasi del procedimento – indagini preliminari – fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile, ed al fine di assicurare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.


