Accoglienza, informazioni e orientamento in un unico punto di riferimento. È questa la funzione della nuova portineria attivata dalla Fondazione IRCER, uno dei servizi introdotti nell’ambito del percorso di riorganizzazione della struttura per rendere più semplice l’accesso ai visitatori e migliorare il rapporto con l’utenza.
Per garantire il servizio è stato assunto un dipendente dedicato, che sarà presente dal lunedì al sabato dalle 8 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.30. Chi si recherà alla casa di riposo dovrà semplicemente suonare il campanello all’ingresso: l’addetto, che opera all’interno del box della portineria, provvederà ad aprire la porta, accogliere il cittadino e raccogliere la richiesta, indirizzandolo poi verso l’ufficio o il servizio competente.
L’obiettivo è quello di offrire un primo contatto qualificato a chi entra nella struttura, evitando disorientamento e rendendo più agevole l’accesso ai diversi servizi. La portineria diventa così il punto di riferimento per familiari degli ospiti, utenti e cittadini che necessitano di informazioni o devono raggiungere gli uffici amministrativi e sanitari.
L’iniziativa rientra nel programma di innovazione avviato dalla Fondazione IRCER, che punta a una struttura sempre più aperta, organizzata e vicina alle esigenze delle persone, migliorando non solo i servizi assistenziali ma anche quelli di accoglienza e relazione con il pubblico.


7 commenti
e basta co ste cazzate
Complimenti!
Finalmente state riportando le cose allo stato normale
Soldi sprecati.
Mi dispiace leggere frasi come “soldi sprecati” o “basta con ste cazzate”.
L’accoglienza in una struttura per anziani, così come in ogni servizio pubblico, è fondamentale. Lo sanno molto bene le famiglie degli Assistiti, così come chiunque si trovi ad entrare in un luogo come questo.
Non sono di Recanati, non parlo per orientamento politico o per simpatie o antipatie. Però dico la mia quale esperta di servizi agli anziani, con tanti e tanti anni di esperienza.
Posso affermare con certezza che, purtroppo, negli ultimi anni il servizio di portineria e accoglienza nelle RSA, Case Protette e Case di Riposo è diventato praticamente inesistente. E questo anche in Emilia-Romagna, la mia terra, che si vanta di essere “la culla” dell’assistenza agli anziani”.
Anche qui, negli ultimi anni, il precario equilibrio fra costi e ricavi, l’esternalizzazione dei servizi al privato sociale e la sempre più difficile gestione economica dei servizi residenziali, hanno visto una forte contrazione di quelli che, troppo spesso, vengono considerati costi superflui, inutili, qualcosa di cui possiamo fare a meno.
Vedere quindi che all’IRCER si è tornati a dare valore all’accoglienza, all’ascolto e alla necessità di orientare le famiglie o qualsiasi visitatore non può che farmi piacere.
D’altra parte, fino a un anno fa, non si poteva nemmeno telefonare all’IRCER perché rispondeva una segreteria che comunicava che si poteva chiamare solo dalle 13.00 alle 14.00… non ricordo bene. Però so per certo che, se non stavi attento all’orologio e non ti sbrigavi, perdevi la possibilità di parlare con gli uffici.
Che il cambio di rotta abbia addirittura portato ad attivare la portineria non può che farmi piacere e, pertanto, esprimo i miei complimenti per questa scelta di qualità e valore.
10.07 Manuela, esperta de che? Quello che conta è far star bene i degenti, non i portieri o farsi belli con il nuovo bancone accettazione.
I soldi vanno spesi per migliorare le condizioni di vita degli anziani ospiti. Non per pagare qualcuno seduto che ti apre la porta e ti indirizza . Soldi buttati via.
Commento che condivido pienamente … non si curi dei diffusi “leoni da tastiera” di cui si farebbe volentieri a meno
15,38 bravo Leone! de tastiera.