
Un avventore del palazzetto, allarmato dalle detonazioni, ha provato a inseguire il gruppo di ragazzi incappucciati, che però si è dileguato. Nella zona non ci sono telecamere, mentre a pochi passi da metà settembre è attiva la nuova scuola dell’infanzia
Non hanno ancora un nome i quattro giovani che venerdì sera hanno fatto partire alcuni colpi di pistola, forse una scacciacani, nel piazzale davanti al palazzetto dello sport di via Fratelli Farina, a Recanati. Le ricerche dei carabinieri di Recanati vanno avanti, ma il lavoro dei militari è reso più difficile dall’assenza di occhi elettronici nella zona.
Prima gli schiamazzi, poi le detonazioni. Non era nemmeno tardi e nella struttura sportiva c’erano diversi avventori. Uno di loro, messo in allarme dagli spari, è uscito per capire cosa stesse accadendo e si è trovato davanti i quattro ragazzi, tutti con il cappuccio calato in testa. Ha tentato di inseguirli, ma il gruppo è stato più veloce e si è allontanato rapidamente, facendo perdere le proprie tracce.
Secondo l’ipotesi più probabile, l’arma sarebbe stata presa in casa all’insaputa dei genitori. Una pistola a salve non spara proiettili veri, ma le sue detonazioni si confondono facilmente con quelle di un’arma vera ed è proprio questo ad aver creato allarme tra chi si trovava al palasport.
Per risalire ai responsabili, i carabinieri stanno lavorando soprattutto sulle testimonianze raccolte. Nell’area del palazzetto, infatti, non ci sono telecamere. Una mancanza che pesa ancora di più se si considera che proprio accanto al palasport, da metà settembre, è operativa la nuova scuola dell’infanzia: un luogo frequentato ogni giorno da bambini, famiglie e personale scolastico. L’episodio riporta così d’attualità la richiesta di estendere la videosorveglianza anche a questa zona della città.
