Quattro giovani, forse minorenni, fanno baldoria nella notte attirando l’attenzione di chi in quel momento si trovava al palazzetto dello sport che, spaventato dagli spari, chiama il 112. Proseguono le indagini, mentre torna l’urgenza delle telecamere
Schiamazzi, poi gli spari. Quattro giovani, forse ragazzi minorenni, si sono ritrovati nell’area antistante il palazzetto dello sport Pierini-Cingolani, a Recanati, facendo baldoria, finché uno di loro ha estratto una pistola scacciacani e ha esploso alcuni colpi.
Il rumore delle detonazioni ha allarmato le persone presenti in quel momento nella struttura sportiva che, uscito, si è accorto della presenza in zona di quattro ragazzi che si stavano allontanando. Impressionato da quei colpi, del tutto simili a quelli di un’arma vera, ha chiamato il 112. Sul posto sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche, ma quando i militari hanno raggiunto il palazzetto i quattro si erano già dileguati. L’arma, una pistola a salve, sarebbe stata presa in casa, ai genitori. Non spara proiettili veri, ma non può essere usata in un luogo pubblico.
Le indagini proseguono per risalire all’identità dei giovani, anche grazie alle testimonianze raccolte.
Il lavoro dei carabinieri però si scontra con un limite: in quella zona non ci sono telecamere. Un vuoto che l’episodio rende evidente e che rilancia l’urgenza di estendere la videosorveglianza anche a quest’area della città.


