«Sono stato minacciato di essere picchiato all’uscita da scuola e il mio nome e la mia immagine sono stati resi pubblici sui social». Inizia così il racconto di Gianni Pierini, studente del Liceo Giacomo Leopardi, finito al centro delle polemiche per l’organizzazione di un corso autogestito sul conflitto nel Donbass.
Nell’intervista, lo studente ricostruisce le conseguenze personali seguite alla bufera mediatica. Pierini racconta di aver ricevuto messaggi anonimi con minacce fisiche dopo anche la pubblicazione on line della sua foto e del nome, accusandolo di aver invitato presunti propagandisti filorussi.
Lo studente sostiene che da quel momento sarebbe aumentata l’esposizione mediatica nei suoi confronti e il clima di tensione attorno alla vicenda. Nel video racconta la sua versione dei fatti, ripercorrendo l’organizzazione del corso, le polemiche politiche nate successivamente e le ripercussioni personali che afferma di aver subito.


10 commenti
comunisti brava gente
un ragazzo veramente democratico molto intelligente, deciso, informato, complimenti a lui. Grazie.
E adesso quelli delle interrogazioni parlamentari al ministro che dicono?
Bravo!
Questo ci fa capire che l’Italia viaggia a senso unico, per poter capire e giudicare si devono sentire le campane di entrambe le parti, in quell’ iniziativa non c’era nulla di politico e la politica ne deve rimanere fuori, non si può mettere il bavaglio e guidare il popolo come faceva il “pifferaio magico”, bravo Gianni e bravi tutti quelli che lo hanno appoggiato, pessimo il dirigente e ai politici che hanno sollevato il polverone dico, pensate a fare il vostro lavoro e a governare, perché l’Italia è a pezzi e la colpa è la vostra.
dopo aver visto l’intervista allo studente del liceo, esprimo la mia piena e incondizionata solidarietà a G.P. per il coraggio delle proprie scelte a difesa del Libero pensiero e della libertà di espressione sancito dalla Ns Costituzione. Siamo davvero sicuri di vivere in un Paese libero e democratico.?
assolutamente d’accordo. bravo questo ragazzo. Esprimere liberamente le proprie idee, meglio però se non sono schierate come ha detto in questa intervista e se l intento finale è la pace.
Guardate che i fomentatori d’odio siete voi adulti, il veleno, la violenza verbale l’avete innestata voi, i ragazzi imitano. Loro sono migliori, li stiamo avviando alla guerra. Riflettete e vergognatevi un po.
Bravo ragazzo, lotta sempre per difendere le tue idee.
ragazzo complimenti andate avanti non vi abbattete le nostre istituzioni anche locali hanno un grado di intelligenza molto basso altrimenti vi avrebbe protetto vogliono gente omologate