Nota di Riccardo Ficara Pigini, Presidente del Comitato Enti gestori
Abbiamo letto un articolo di stampa comparso su una testata di portata regionale dal titolo “Case protette, una stangata. Controlli ad hoc sulle rette”. Restiamo sinceramente basiti di fronte a un simile articolo. Innanzitutto è molto grave – e chiederemo una rettifica all’organo di stampa – che si dica che dal 1° luglio sono scattati gli aumenti stabiliti con la delibera regionale 1403/2025, lasciando intendere che si tratterà di un maggior costo per le famiglie. In realtà, quella quota, e cioè 81,14 euro per un posto letto di Residenza protetta non autosufficiente è il costo giornaliero previsto dalla nuova delibera della Regione Marche sul quale la sanità regionale paga il 50%, mentre il restante 50% è a carico delle famiglie.
Come Presidente del Comitato Enti Gestori, ho avuto modo di incontrate e di contattare telefonicamente la Regione in diverse occasioni e abbiamo più volte incontrato la dirigenza regionale in materia sanitaria presentando le difficoltà del nostro settore, con un aumento dei costi sempre maggiore dato dalla combinazione tra aumento del costo della vita e rinnovi contrattuali di OSS, infermieri e personale, senza contare il fatto che non stiamo parlando di fornire servizi accessori o secondari all’anziano ma di garantire a una categoria fragile una vita dignitosa, cosa che forse in nome del risparmio qualcuno vorrebbe togliere. Urge inoltre ricordare come l’incremento della quota sanitaria in favore degli enti gestori non sia ancora avvenuto per il 90% delle strutture, visto che solo gli enti accreditati lo potranno ottenere: tutti gli altri enti gestori per ricevere l’incremento della quota sanitaria pari a 2,87 euro al giorno (la tariffa passa infatti da 37,70 a 40,57) dovranno purtroppo attendere tra 12 e 18 mesi.
Sarebbe dunque bene che venissero monitorati, oltre al rispetto delle delibere regionali, anche gli aumenti dei costi che le strutture (enti senza scopo di lucro!) si trovano a vivere. Tra le voci che comportano questi aumenti si trovano infatti anche i requisiti previsti dai nuovi manuali di accreditamento e quindi disposti dalla Regione: la vulnerabilità sismica, l’aria condizionata, l’individuazione di una figura di risk manager, sono tutti investimenti richiesti – giustamente – dalla Regione, ma caricati sulle spalle degli Enti Gestori. Alla luce di quanto sopra, quindi, il 90% degli enti gestori non ha ricevuto nessun incremento della quota sanitaria e, questione ancor più grave, il costo di una giornata di degenza in R3 (residenza protetta non autosufficienti), dati alla mano, è di 86 euro; la tariffa stabilita dalla DGR 1403/2025 è invece di 81,14.
Gli enti gestori anche con l’aumento deciso dalla Regione Marche hanno comunque una perdita di circa 5 euro al giorno a posto letto, situazione che nelle Regioni confinanti è invece ben diversa visto che la nostra tariffa è ancora inferiore. Il Comitato e tutte le strutture in esso rappresentate continueranno, ogni giorno, a svolgere il loro lavoro con dignità, passione e professionalità, guardando sempre alle famiglie cercando di ridurre al minimo i disagi negli aumenti delle rette, ma troviamo necessario fare un’operazione di verità e smentire categoricamente la visione di certa politica tale per cui gli Enti Gestori, che lavorano a una tariffa inferiore al costo nei posti R3, vengano anche trattati come speculatori.
Al contrario, riteniamo che sia giunto il momento che i partiti e i sindacati guardino questi Enti come un preziosissimo ma al contempo precario patrimonio dei nostri territori da tutelare nel tempo, proprio perché sono Enti nati soprattutto grazie alla donazione di cittadini privati (Fondazioni, Associazioni, Aziende pubbliche di servizi alla persona), non perseguono scopi di lucro e hanno costi di gestione molto inferiori a quelli che la Regione avrebbe nel caso di una gestione in capo al servizio sanitario.



1 commento
tutto sto discorso per dire che i costi li ha aumentati l’amico vostro che comanda in regione