Si chiude con un’assoluzione piena la vicenda giudiziaria che vedeva imputato Giovanni Santamaria, ultimo amministratore della Teuco Spa di Montelupone, accusato di bancarotta fraudolenta documentale dopo il fallimento dell’azienda nel 2018.
Martedì il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Macerata, Giovanni Manzoni, ha pronunciato la sentenza di assoluzione «perché il fatto non sussiste», accogliendo di fatto la ricostruzione difensiva e la stessa richiesta avanzata dalla procura.

La contestazione riguardava la presunta mancata consegna volontaria della documentazione contabile ai curatori fallimentari dopo il crac della storica azienda. Secondo quanto spiegato dall’avvocato Riccardo Erioli, la contabilità della società era interamente conservata nei server informatici della Teuco e, subito dopo il fallimento, Santamaria si era attivato insieme all’allora direttore generale per recuperare e stampare i documenti, con l’autorizzazione del curatore e l’aiuto di alcuni ex dipendenti.
Le difficoltà sarebbero nate soprattutto dall’interruzione dei contratti relativi al gestionale aziendale e alle forniture necessarie al funzionamento dei sistemi informatici, circostanza che aveva complicato l’accesso ai dati archiviati. Parte della documentazione consegnata era stata poi contestata per alcune anomalie nella numerazione e nella completezza delle pagine, ma in aula la difesa ha chiarito che i problemi derivavano dall’unione di file digitali e dalla stampa effettuata all’esterno dell’azienda.
«Santamaria ha sempre collaborato con il curatore, offrendo anche la disponibilità a sostenere le spese necessarie per riattivare i servizi informatici», ha sottolineato il legale, esprimendo soddisfazione per una sentenza che, a suo avviso, «ristabilisce la correttezza del comportamento dell’imprenditore».
Resta invece senza futuro, almeno per ora, il grande stabilimento Teuco di Montelupone. A distanza di sette anni dalla chiusura, l’area industriale di circa 40mila metri quadrati continua a rimanere inutilizzata. Nei giorni scorsi è infatti andata deserta anche la settima asta per la vendita del complesso principale, valutato oltre 4 milioni di euro


