Che fine ha fatto il progetto di rigenerazione urbana avviato dalla precedente amministrazione per rilanciare il centro storico? È la domanda che i consiglieri comunali di opposizione Antonio Bravi, Roberta Sforza, Andrea Marinelli, Francesco Fiordomo, Giorgio Lorenzetti e Stefano Miccini rivolgono al sindaco e alla giunta con un’interrogazione a risposta scritta.
Al centro dell’iniziativa c’è la convenzione sottoscritta nel 2024, frutto di un percorso iniziato l’anno precedente insieme all’Associazione Operatori Turistici di Recanati, con l’obiettivo di costruire una strategia di sviluppo economico, sociale e urbanistico della città e, in particolare, del centro storico.
Secondo i firmatari, il progetto nasceva da un articolato lavoro di confronto tra amministrazione e operatori del settore turistico e commerciale e prevedeva il coinvolgimento di soggetti privati individuati attraverso una manifestazione di interesse pubblica promossa dal Comune nel 2023. Da quel percorso era scaturita una convenzione finalizzata ad avviare un processo di rigenerazione urbana e ad intercettare finanziamenti nazionali ed europei.
Le opposizioni sostengono però che, dopo l’insediamento della nuova amministrazione guidata dal sindaco Emanuele Pepa, l’iniziativa sia stata completamente accantonata.
«Nulla è stato fatto per dare seguito agli impegni assunti – scrivono i consiglieri – e il progetto è stato di fatto abbandonato».
Nell’interrogazione viene sottolineata l’importanza della rigenerazione urbana come strumento di rilancio del cuore cittadino, in un momento in cui il centro storico continua a fare i conti con la progressiva riduzione delle attività commerciali e dei servizi. Pur riconoscendo le recenti aperture di alcune nuove attività e l’impegno degli operatori economici, i consiglieri evidenziano come il centro necessiti di una strategia complessiva capace di favorire la ripresa economica, incrementare la vivibilità e migliorare anche le condizioni di sicurezza.
Per i firmatari, un centro storico vivo rappresenta inoltre un elemento fondamentale per lo sviluppo turistico della città. «L’accoglienza dei visitatori – sostengono – è strettamente legata alla presenza di negozi, servizi e attività aperte, in un rapporto di reciproca interdipendenza».
L’interrogazione richiama anche il quadro normativo nazionale, ricordando il principio costituzionale della sussidiarietà e gli strumenti di coprogettazione previsti dal Codice del Terzo Settore, evidenziando come il percorso avviato dalla precedente amministrazione fosse perfettamente coerente con i più recenti modelli di amministrazione condivisa.
Uno degli aspetti su cui insistono maggiormente i consiglieri riguarda le opportunità economiche perse. Secondo l’opposizione, il mancato sviluppo della convenzione avrebbe impedito a Recanati di partecipare efficacemente ai bandi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), ormai scaduti, oltre che ad altri programmi di finanziamento nazionali ed europei, come il Piano nazionale complementare e i fondi comunitari.
Altro elemento evidenziato è che la convenzione, secondo quanto riportato nell’interrogazione, non avrebbe comportato costi diretti per il Comune, rappresentando quindi uno strumento utile per programmare interventi di sviluppo senza gravare sul bilancio comunale.
Con l’interrogazione i consiglieri chiedono quindi al sindaco e alla giunta di spiegare le ragioni che hanno portato all’abbandono del percorso avviato nel 2023 insieme all’Associazione Operatori Turistici di Recanati e di chiarire se l’amministrazione abbia predisposto strumenti alternativi per perseguire gli stessi obiettivi di rigenerazione urbana oppure quali siano gli ostacoli che, fino ad oggi, ne abbiano impedito la prosecuzione.
La questione approderà ora all’esame dell’amministrazione comunale, chiamata a fornire una risposta formale ai quesiti posti dai consiglieri di minoranza.


