Una restituzione attesa, sentita, partecipata. Il castello di Montefiore è tornato a vivere, riaprendo le sue porte alla comunità dopo anni di silenzio e chiusura. Un momento carico di significato, celebrato ieri pomeriggio sotto un sole estivo e davanti a un pubblico numeroso che ha voluto essere presente a una pagina importante per Recanati.
Ad aprire la cerimonia è stato il sindaco Emanuele Pepa, con un incipit evocativo: “C’era una volta il castello…”. Parole che hanno accompagnato un evento capace di intrecciare memoria e futuro, storia e prospettive. “L’inaugurazione del castello di Montefiore è l’evento dell’anno – ha detto il Sindaco di Recanati Emanuele Pepa – una riapertura attesa da anni e che oggi si è concretizzata dopo un lungo impegno dell’Amministrazione per restituire alla cittadinanza un patrimonio non solo storico, ma rappresentativo di un’intera comunità. Siamo certi che, grazie all’impegno del comitato di quartiere, cui è stato affidato in gestione, e a tutti coloro che si occuperanno del suo ritorno alla vita, il castello rappresenterà un volano di sviluppo turistico e culturale per la comunità recanatese”.
“Il castello costituisce un vero e proprio tratto identitario per Recanati ma soprattutto per la comunità di Montefiore – ha detto il vicesindaco con delega ai Lavori Pubblici Roberto Bartomeoli – che da sempre la caratterizza e rappresenta una presenza costante al fianco dei residenti. Ora, questo gioiello cittadino tornerà a splendere dopo la chiusura che perdurava da ottobre 2009. Cittadini e visitatori potranno tornare a calcare soprattutto la sommità della torre di avvistamento, il simbolo più tangibile dell’intera struttura. Ci piace pensare come, dopo secoli di utilizzo per scopi bellici, la torre diventerà invece perno di accoglienza per i cittadini dei comuni limitrofi che, in origine, dovevano essere tenuti lontani”.
Costruito nel XIII secolo con funzioni difensive, in particolare contro la vicina Osimo, il maniero si ripresenta oggi come spazio condiviso, simbolo di appartenenza e luogo da vivere collettivamente.

Accanto al primo cittadino, numerose autorità: il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il sottosegretario al Ministero dell’Economia Lucia Albano, il commissario alla ricostruzione Guido Castelli, la senatrice Elena Leonardi e il vescovo Nazzareno Marconi.
Presenti i sindaci di Osimo Michela Glorio, di Montefano Angela Barbieri e di Montecassiano Katia Acciarresi oltre all’Assessore di Macerata Oriana Piccioni. Presenti, inoltre, alcuni consiglieri regionali e comunali.
La riapertura segna la fine di una lunga attesa: oltre 17 anni di chiusura per il castello e più di mezzo secolo per la torre. Dopo gli interventi istituzionali e la benedizione del vescovo, accompagnata dall’Inno d’Italia, si è svolto uno dei momenti più significativi della giornata: la consegna simbolica delle chiavi a Moira Scalzini, presidente del comitato di quartiere, cui è affidata la gestione della struttura.

Un passaggio che sancisce non solo la riapertura fisica del bene, ma anche il coinvolgimento diretto della comunità nella sua valorizzazione. “Sarà un luogo da custodire e far vivere”, è stato il messaggio condiviso durante la cerimonia.
Non solo celebrazione, ma anche visione: l’amministrazione comunale ha ribadito l’intenzione di avviare un percorso più ampio di riqualificazione dell’area di Montefiore, distante circa 12 chilometri dal centro cittadino ma per anni rimasta ai margini. L’obiettivo è colmare questo divario e restituire centralità al quartiere, creando nuove opportunità culturali e turistiche.
La festa è proseguita tra rievocazioni storiche, figuranti in costume e gli stand degli artigiani di “Mastri nel tempo”, che hanno animato il borgo ai piedi del castello. In serata, musica, spettacoli e un suggestivo video mapping 3D sulla torre hanno chiuso la giornata tra applausi e meraviglia.
Le celebrazioni continuano anche oggi: la prima Santa Messa celebrata al castello ha aperto una nuova giornata di eventi, tra visite guidate e iniziative che accompagneranno cittadini e visitatori fino a sera.
Il castello, da oggi, non è più solo un monumento restituito, ma un punto di partenza per riscoprire identità, storia e senso di comunità.



1 commento
O ridiculiiii sfartate le strade piuttosto!