Si è fidata dell’uomo con cui aveva iniziato a chattare durante la pandemia, convinta che fosse un ingegnere irlandese vedovo, deciso a lasciare il lavoro per raggiungerla in Italia. Invece, secondo l’accusa, quella relazione online era solo una trappola: una 62enne toscana ha perso 17mila euro, versati tramite vari bonifici a favore di conti esteri e di un Iban postale intestato a un 45enne nigeriano residente all’Hotel House di Porto Recanati, oggi imputato per truffa.
La vicenda risale al 2020, quando la donna – in un momento di fragilità coniugale – aveva conosciuto su Instagram un uomo che diceva di chiamarsi Michael, di avere 57 anni e una figlia, e di essere rimasto vedovo quattro anni prima. I messaggi erano diventati quotidiani, poi più affettuosi, e il presunto ingegnere le aveva confidato la volontà di trasferirsi in Italia per costruire una nuova vita insieme. A ostacolare il loro progetto, però, ci sarebbe stata – secondo il suo racconto – la richiesta della ditta per cui lavorava: una somma di denaro necessaria per svincolarlo dal contratto.
La donna, convinta della sincerità dell’uomo, aveva iniziato ad aiutarlo. Prima un bonifico da 2.000 euro su un conto estero; poi, il 12 dicembre 2020, altri due trasferimenti: 7.000 euro verso un conto americano e infine 8.000 euro a un Iban postale italiano. Subito dopo l’ultimo bonifico, però, l’uomo era sparito nel nulla. Solo a quel punto la 62enne aveva realizzato di essere stata raggirata e si era rivolta alla magistratura.
Le indagini hanno collegato l’Iban postale a un 45enne nigeriano residente a Porto Recanati. L’imputato, difeso dall’avvocato Alessandro Brandoni, respinge ogni addebito: sostiene di non aver mai conosciuto la donna e che il denaro sarebbe stato versato da un amico connazionale che gli aveva chiesto di utilizzare il suo conto.
Ieri, davanti al giudice Enrico Pannaggi e al pubblico ministero Rocco Dragonetti, la vittima ha ripercorso con lucidità le tappe della relazione virtuale e delle richieste di denaro, confermando integralmente la propria versione. Il processo proseguirà nelle prossime udienze con l’ascolto degli altri testimoni.



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Signora, signora…mannaggia…