Un’insidia che corre sul filo del telefono, camuffata da cortesia istituzionale, ma pronta a svuotare i conti correnti. I Carabinieri della Stazione di Montecosaro, a conclusione di un’articolata attività d’indagine, hanno deferito all’Autorità Giudiziaria due persone – un uomo di 21 anni e una donna di 19, entrambi originari del napoletano e già noti alle forze dell’ordine – ritenuti responsabili di truffa in concorso.
L’indagine è scattata a seguito della denuncia di un 20enne di Monte San Giusto. Lo scorso 22 aprile, la vittima è stata contattata telefonicamente dai due indagati i quali, spacciandosi per operatori del servizio clienti della sua banca, lo hanno convinto con raggiri e falsi allarmi tecnici a effettuare un bonifico d’urgenza verso un altro conto corrente. Il giovane, indotto in errore dall’apparente autorevolezza degli interlocutori, ha eseguito un versamento di 1.681,81 euro. Non soddisfatti, i truffatori hanno tentato di mettere a segno un secondo colpo con le medesime modalità, ma il tempestivo ravvedimento della vittima ha impedito che ulteriore denaro venisse sottratto.
I Carabinieri rivolgono un accorato invito a tutta la popolazione affinché si presti la massima attenzione a comunicazioni sospette. Il fenomeno del cosiddetto vishing (truffa vocale) e dello smishing (tramite SMS) sfrutta spesso numeri telefonici contraffatti che sembrano appartenere realmente agli istituti di credito.
Si ricorda ai cittadini di osservare le seguenti precauzioni:
Diffidate sempre di operatori che richiedono telefonicamente di effettuare bonifici, spostamenti di denaro o pagamenti per “mettere al sicuro il conto”.
Non fornite mai codici di accesso, PIN o password a seguito di chiamate, SMS o e-mail, anche se sembrano provenire dalla vostra banca o dalle Poste.
Verificate direttamente: In caso di dubbi, riattaccate e chiamate personalmente la vostra filiale o il numero verde ufficiale della banca, digitandolo manualmente sul telefono.
Nessun Istituto Bancario o Postale vi chiederà mai di eseguire operazioni finanziarie verso conti terzi per risolvere presunti problemi tecnici.
“La prevenzione è la nostra prima difesa. Segnalate immediatamente ogni contatto sospetto al 112 o presso il più vicino Comando dell’Arma.”.
Le informazioni sono state fornite nel rispetto dei diritti delle persone indagate, da ritenersi presunte innocenti in considerazione delle rispettive fasi del procedimento – indagini preliminari – fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile, ed al fine di assicurare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.


