Il cantiere della nuova scuola Gigli procede, anche se dall’esterno può sembrare il contrario. A chiarirlo è l’assessore ai lavori pubblici Roberto Bartomeoli, rispondendo ai dubbi sollevati dall’ex sindaco Francesco Bravi, che aveva parlato di lavori apparentemente fermi da mesi.

In realtà, l’intervento è entrato in una fase meno visibile ma decisiva: le lavorazioni si stanno svolgendo all’interno dell’edificio, dove gli operai sono impegnati quotidianamente, mattina e pomeriggio, da tempo. Una fase che inevitabilmente sfugge a uno sguardo superficiale, ma che rappresenta uno snodo fondamentale per il completamento dell’opera.
Sul fronte delle tempistiche, il cronoprogramma viene confermato. La conclusione dei lavori è prevista entro la fine del 2026, seguita dalle operazioni tecniche necessarie per arrivare all’apertura della scuola nel settembre 2027. Secondo l’amministrazione, dunque, non si registrano ritardi e il percorso resta in linea con gli obiettivi fissati, dopo oltre quindici anni dalla chiusura dell’edificio originario.
Accanto all’avanzamento del cantiere, resta però aperta un’altra questione legata alla vicenda della scuola. Quando l’istituto fu trasferito temporaneamente nel Chiostro di Sant’Agostino, vennero installati supporti metallici per garantire la sicurezza del porticato dell’ex convento, con l’impegno di rimuoverli entro breve tempo. Quelle strutture, pensate come provvisorie, sono invece rimaste per anni, alterando un contesto architettonico di particolare valore, anche per la presenza della Torre del Passero Solitario e per il richiamo turistico dell’area.
Il tema solleva interrogativi anche sul ruolo degli enti preposti alla tutela, vista la lunga permanenza di interventi dichiarati temporanei in un bene vincolato. L’assessore Bartomeoli ha riconosciuto la necessità di affrontare la situazione, sottolineando però che eventuali rimozioni richiedono verifiche tecniche approfondite sulle condizioni statiche dell’edificio.
Resta quindi un doppio binario: da un lato il cantiere della nuova scuola che procede secondo programma, dall’altro una questione irrisolta che continua a interrogare sul piano della gestione e della tutela del patrimonio.


