La chiesa di San Domenico gremita in ogni ordine di posto ha accolto questa mattina l’ultimo saluto a Federico Magnarelli. Amici, colleghi, dipendenti comunali, insegnanti, volontari, compagni di calcetto e tanti cittadini hanno voluto essere presenti per rendere omaggio a una figura che, nel corso della sua vita, ha saputo conquistare l’affetto e la stima di un’intera comunità.

A ricordarlo, al termine della cerimonia, è stata la sorella Martina, che ha sottolineato il significato della scelta della chiesa di San Domenico, situata a pochi passi dal Comune dove Federico ha lavorato per quarant’anni e nel quartiere che era la sua casa. Un luogo simbolico, dunque, per salutare un uomo che aveva legato profondamente la propria esistenza alla città.
L’emozione ha attraversato tutta la celebrazione. Commovente la lettera letta dalle figlie Federica e Irene, parole semplici e intense rivolte al loro papà. Accanto a loro tanti giovani amici, con gli occhi arrossati dalle lacrime, che si sono stretti alle due sorelle in un grande e silenzioso abbraccio collettivo, testimonianza dell’affetto che circonda la famiglia Magnarelli.
Particolarmente toccante il ricordo della sorella Martina. Con la voce segnata dalla commozione ha raccontato il legame speciale che li ha uniti fin dall’infanzia. Dopo la scomparsa del padre, quando lei aveva appena tre anni, Federico è stato per lei molto più di un fratello: «È stato un fratello, un padre e un amico». Lo ha descritto come una persona generosa, sempre pronta ad aiutare chiunque ne avesse bisogno, senza mai cercare riconoscimenti. «Federico era Recanati», ha detto Martina. «Per lui questa città e questa comunità erano tutto il suo mondo». Un amore che si traduceva nella disponibilità quotidiana verso gli altri, nella capacità di esserci sempre, per ogni necessità. Nel suo ricordo hanno trovato spazio anche gli amici più cari, Marco e Giacomo, compagni di tante ore di lavoro fianco a fianco, gli amici del calcetto e tutta la sua famiglia, che amava profondamente.

A nome della città è intervenuto anche il sindaco Emanuele Pepa. Nel suo breve saluto ha ripetuto più volte una sola parola: «Grazie». Grazie per la sua generosità, per non essersi mai tirato indietro, per il sorriso con cui accoglieva ogni richiesta, per la sua capacità di trovare sempre una soluzione ai problemi, per quelle che il sindaco ha definito le sue “mani d’oro” e per l’amore sincero che nutriva verso Recanati.
Al termine della cerimonia, segnata da una partecipazione straordinaria, la commozione ha avuto il sopravvento. La moglie Marika e la sorella Martina hanno accusato un lieve malore, assistite dalle persone presenti.
Poi, nel silenzio e nel raccoglimento generale, il carro funebre ha lasciato la chiesa di San Domenico per dirigersi verso il cimitero, accompagnato dall’affetto di una comunità intera che oggi ha salutato non soltanto un dipendente comunale stimato, ma uno dei suoi volti più autentici e generosi.


