Dovrà affrontare il processo con l’accusa di maltrattamenti nei confronti dell’ex compagna un 36enne residente nel Recanatese, rinviato a giudizio oggi dal gup del tribunale di Macerata, Giovanni Manzoni. Il procedimento prenderà il via il prossimo 9 aprile.
Secondo l’accusa, rappresentata in udienza dal pubblico ministero Francesco Carusi, l’uomo avrebbe sottoposto la donna a minacce, aggressioni e continue richieste di denaro nel corso della loro relazione, durata diversi anni. I fatti contestati sarebbero avvenuti a Recanati tra il giugno 2017 e il 25 giugno 2024.
Tra gli episodi riportati nel capo d’imputazione figura un fatto risalente al 2018. Secondo la ricostruzione accusatoria, dopo che la donna aveva manifestato l’intenzione di interrompere la relazione, il 36enne l’avrebbe afferrata per il collo e spinta contro un muro per impedirle di allontanarsi.
La Procura contesta inoltre un episodio avvenuto nell’aprile del 2022, poco prima della nascita del figlio della coppia. In quell’occasione, approfittando del ricovero della compagna, l’uomo avrebbe utilizzato il bancomat della donna per effettuare un acquisto di 579,95 euro destinato a una Playstation.
L’accusa riferisce anche di ripetute minacce rivolte sia alla compagna sia ai suoi familiari. Dopo la nascita del bambino, infatti, il 36enne avrebbe manifestato ostilità nei confronti dei genitori della donna, pronunciando frasi minacciose. Un ulteriore episodio contestato riguarda un litigio avvenuto in automobile, durante il quale l’uomo avrebbe cercato di impossessarsi del telefono della compagna, bloccandola e spingendole la testa contro il sedile.
Secondo la Procura, le condotte sarebbero proseguite anche dopo la fine della relazione, con offese e minacce rivolte alla donna in diverse occasioni.
L’imputato, assistito dagli avvocati Sergio Del Medico e Paolo Ponzelli, ha respinto tutte le accuse. La donna si è costituita parte civile ed è assistita dall’avvocato Alessio Matarazzi.
Sarà il dibattimento, al via il prossimo 9 aprile, a chiarire le responsabilità dell’uomo in relazione ai fatti contestati


