Nell’ambito della presentazione del 6° Trofeo Città di Loreto organizzato dalla Boxe Academy Loreto che si disputerà il 27 giugno all’ex campo sportivo del Montereale, abbiamo intervistato Elia Gironelli passato da circa un mese alla boxe professionistica.
Elia come è nata la tua passione per il pugilato: «Mi sono avvicinato al pugilato dopo che mi era stata rubata la bicicletta… No, scherzo, quello era il più grande, Cassius Clay alias Muhammad Ali.Il mio approccio alla boxe è in realtà una storia di un profondo riscatto personale. All’età di 15 anni, il ring non era un sogno di gloria, ma una necessità vitale, ero in sovrappeso ed ero schiacciato da dinamiche familiari complesse, l’adolescenza si traduceva in un senso di solitudine assoluta. Senza nessuno con cui confidarsi, le giornate finivano tardi, passate per strada, alimentando un’aggressività e una violenza che sembravano l’unica risposta possibile al mondo circostante, poi – continua Elia- varco la soglia della storica Accademia Pugilistica di Macerata e quella porta ha segnato la fine di un ragazzo abbandonato a se stesso e l’inizio della forgiatura di un atleta, lì ho conosciuto il Maestro Vasari, anziano signore che guidava a fatica da Montecassiano a Macerata, eppure arrivava sempre due ore prima dell’allenamento, lo trovavo lì, immerso nelle sue riviste di boxe, parlava solo di pugilato, viveva esclusivamente per la nobile arte. Vasari aveva perso un occhio in un incidente stradale, ma ci vedeva benissimo, capiva all’istante l’anima di chi aveva davanti: sapeva come farti sentire nel posto giusto o irrimediabilmente fuori luogo, tutto dipendeva dal rispetto che mostravi verso il pugilato. La sua regola non scritta era semplice e spietata: se non avevi il fuoco dentro, non era interessato a te. Nel 2018 è arrivato il colpo più duro da incassare: la perdita di mio padre. Il pugilato, in quei momenti, diventa l’unico appiglio ed io invece di crollare, ho canalizzato il dolore nei guantoni. Pochi mesi dopo quella tragica perdita, è arrivata la vittoria del Titolo Nazionale di Campione Elite di Seconda Serie, il secondo traguardo assoluto per importanza. Una vittoria dedicata a chi non c’era più, ma che aveva lasciato una forza incancellabile».
Elia, l’emozione del primo incontro da professionista « Negli ultimi cinque anni, la casa è diventata la Boxing Academy Loreto, sotto la guida di Alessandro Cossu che ringrazio insieme a tutta la società. Una collaborazione fruttuosa che ha portato alla conquista di ben 5 campionati regionali, nonostante le difficoltà ad impormi nuovamente sul palcoscenico nazionale ma il fuoco che cercava Vasari non si è mai spento. Nel 2026, all’età di 25 anni, è arrivato il grande salto: il passaggio al professionismo. L’esordio non poteva essere più esplosivo: vittoria per KO al quarto round. Ora, lo sguardo è già puntato al futuro il 27 giugno, con passo deciso, il “Mustang” ovvero io, tornerò sul ring per abbattere il secondo ostacolo della mia carriera da pro.»
Cosa significa per te il pugilato «il bello del pugilato è il suo più grande paradosso: uno sport che dall’esterno appare pura violenza, ma che per chi lo pratica esprime esattamente l’effetto opposto, portando disciplina, pace interiore e rispetto. Il lato oscuro di questa medaglia, purtroppo, è il mancato riconoscimento economico dei sacrifici immani che richiede. Dietro ogni match ci sono ore di sudore, rinunce, sangue e dedizione totale, spesso non ripagati a sufficienza. Da qui nasce un appello aperto e diretto: si cercano sponsor, per chi ha voglia, coraggio e visione di puntare su un talento in ascesa, per chi vuole investire sul “Mustang”, affiancando il proprio nome a una storia di resilienza e forza vera. La disponibilità a collaborare è massima. Il motore è acceso, e la corsa è appena iniziata» Una storia di vita come tanti ragazzi che grazie allo sport ed in particolare al pugilato hanno intrapreso una strada diversa, all’interno di ogni atleta come Elia c’è un ragazzo normale che ha avuto la forza di reagire.
Giovanni Pespani


